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Oltre l’Odontoiatria
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Quando parliamo di innovazione in ambito Odontoiatrico la nostra mente ci porta dritti a pensare al cambiamento epocale che il settore sta vivendo grazie alla digitalizzazione dei processi, dalla diagnosi alla terapia (NdR). Vi è tutta via un altro elemento altrettanto importante i cui risvolti sono forse ancora più determinati per il paziente: l’innovazione della e nella comunicazione. Un aspetto ancora poco considerato dai più, ma che di fatto sta cambiando radicalmente l’approccio, e di conseguenza la scelta, dei pazienti nei confronti dell’Odontoiatra. Oggi affrontiamo uno di questi tantissimi aspetti che si celano dietro il generico “Marketing Odontoiatrico”. Parliamo di  marketing esperenziale che sta cambiando il mondo dell’Odontoiatria generando notevoli vantaggi, anche economici, per il paziente e per lo studio.
Citiamo alcuni casi a titolo di esempio in cui gli studi Odontoiatrici hanno deciso di innovarsi  promuovendosi grazie a servizi collaterali che hanno saputo fare la differenza e dirottare pazienti verso la “loro porta”.

Primo esempio: studi Dentistici  hanno pensato di fornire servizi aggiuntivi rispetto a ciò che compete strettamente all’Odontoiatria e ha offerto prestazioni collaterali di grande utilità come test allergologici e per intolleranze alimentari, Kinesiologia e Osteopatia. Nella fattispecie queste ultime due discipline sono rivolte all’equilibrio dell’intero sistema corpo-mente. Le aree prese in esame per riequilibrare questo sistema comprendono l’apprendimento, la comprensione, il movimento, la coordinazione motoria, l’area percettivo/sensoriale e l’area organica e favoriscono bilanciamento biochimico, nutrizionale, fisico, strutturale, mentale, emotivo. Il paziente viene analizzato come un sistema integrato di apparati che sono in stretta dipendenza l’uno con l’altro. Ciò corrisponde alla medicina olistica che non separa mente e corpo nella cura. Tutte queste discipline sono molto in voga e apprezzate dai pazienti che tengono al benessere e sono attratti dalla compenetrazione delle due sfere mediche. Il risultato è stata un’affiliazione e una costanza nelle cure molto più assidua.
Secondo esempio: vengono implementati i servizi per i pazienti concentrandosi su odontoiatria estetica e cosmetica. Esiste un’intera fascia di pazienti che chiede aiuto al proprio Dentista per migliorare la propria “bellezza”.
Per odontoiatria estetica si intende lo studio e la realizzazione di restauri dentali che ripristinino o migliorino l’aspetto estetico. Mentre la cosmetica concerne quella parte di terapie che hanno come obiettivo il miglioramento dell’aspetto di uno o più elementi dentali, dei tessuti orali e periorali, sbiancamento di denti pigmentati, “piercing dentali” ecc..
Il paziente è enormemente attratto da tutto ciò che orbita attorno alla bellezza e alla cura del proprio corpo, anche quando l’intervento è un “vezzo” e non una necessità.

Terzo esempio: si contrappone ai vecchi modelli di studio asettici, che abbozzano una sala d’aspetto confortevole anche se il più delle volte ha la parvenza di un’anticamera del dolore poco luminosa, con orologi a ticchettio, e pochi contributi per lo svago della mente.
Si tratta di uno studio che ha scandito l’attività lavorativa in base alle “passioni” dei propri pazienti: il lunedì, post domenica di partite sportive, è dedicato completamente agli uomini! La sala d’aspetto è una sorta di conviviale situazione in cui giornali, riviste e discorsi vertono sulla critica della giornata di campionato precedente. Il tempo passa veloce e aspettare diventa piacevole, per scambiare l’ultima impressione su questo o quell’altro giocatore, risultato, goal, acquisto, schedina, puntata.
Un altro giorno della settimana è invece dedicato alle donne, la sala d’aspetto si riempie di voci femminili e il plus è costituito da una professionista che in loco svolge la mansione di estetista e allieta l’attesa con trucchi e smalti.
Altre fasce d’orario sono dedicate ai bambini, che si ritrovano in una sala che assume le sembianze di una camera per i giochi in cui il pensiero del dentista viene addolcito da libri, colori e tanti piccoli coetanei.
Accontentando ogni fascia d’età, seguendo le linee generali di interessi comuni, lo studio è riuscito a ricreare un ambiente gioviale in cui la socialità e la cura della mente riempiono i tempi d’attesa e le preoccupazioni.

Conclusioni: questi tre esempi di “mosse strategiche”, costano certamente allo studio una diversa e “innovativa” organizzazione, in virtù della resa finale, del  pieno appagamento del paziente e del suo prezioso tempo. Possiamo perciò affermare che variare e ampliare i propri servizi, puntando all’estetica, alla cura della mente e del corpo, seguendo le passioni dei propri Pazienti, garantisce  enorme ritorno  in termini di reputazione, affiliazione e passaparola.

Cosa ne pensate a riguardo?
Scetticismo vs curiosità…chi la spunta?

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L’odontoiatra è un medico o un venditore di denti?
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Com’è cambiato il contesto in cui opera l’odontoiatra?
L’odontoiatra è un medico o un venditore di denti? Qual è il beneficio per il paziente?

Questi quesiti aprono il vaso di Pandora nel campo del Dentale, un quantitativo ingente di riflessioni inserite nel contesto in cui opera il nostro Professionista.

Il panorama è del tutto cambiato, il dentista si trova a vivere la cosiddetta “sindrome del cassetto vuoto” e subisce la presenza e la diffusione incalzante delle catene “low cost”. Sembra che l’ultima soluzione da adottare, considerata la “crisi” che ha svuotato l’agenda, sia quella della svendita, dei saldi nel campo odontoiatrico! Come se il valore della prestazione si eclissasse a cospetto del prezzo vantaggioso.

Le cosiddette catene operano su economie di scala e sulla comunicazione di marketing (con focus sulle terapie più costose come l’ortodonzia e la protesi, soprattutto su impianti), tutto ciò ha favorito la domanda ma in primo luogo ha creato nuovi modelli di riferimento sul mercato. La comunicazione della quale si avvalgono le catene, e gli ingenti budget destinati a questa diffusione di informazioni, hanno influito notevolmente sul mercato, perchè da un lato hanno fatto conoscere maggiormente l’implantologia e dall’altro hanno destabilizzato le politiche sul prezzo del sistema odontoiatrico tradizionale. Considerati i prezzi stracciati, è andato perso a livello collettivo “il valore” delle terapie

Per l’appunto, la tendenza da parte del paziente medio italiano, non è quella di abbandonare lo studio tradizionale ma di affidarsi sempre più alla catena per gli interventi costosi (protesi e ortodonzia). Da statistiche -dati altro consumo 2016- la spesa media di un paziente dal dentista tradizionale è circa di 370€ mentre si aggira sui 900€ quando decide di rivolgersi ad una catena.

Ma non ci si deve insospettire al cospetto della parola marketing, non vuol dire altro che “creare e dare valore al servizio”, il marketing non è prettamente vendita. Le persone non comprano prodotti ma soluzioni ai loro problemi ed è per questo che il marketing etico utilizza la comunicazione per esprimere valori, diffondere la cultura della salute e far emergere la consapevolezza del bisogno di cure stimolando l’economia dello studio dentistico. Lo studio perciò deve avvalersi di una sana comunicazione e un buon dialogo col paziente ovvero di trasparenza; il paziente apprezza chi lo segue nel percorso di cure, chi motiva la prestazione illustrando la qualità del servizio stesso. Il servizio dato dal medico al paziente non si basa solo sul “prodotto dente” ma prima di tutto sulla capacità di fare diagnosi. Non si può svilire e parlare di prezzo del prodotto (dente) quando la parcella del medico si basa prima di tutto e sopratutto sulla prestazione del servizio.

In definitiva, le persone non comprano quello che fai ma perchè lo fai.
Dare un prezzo predefinito, ad una diagnosi, ad una cura, , ad un piano riabilitativo è assolutamente incompatibile con il servizio stesso. Esistono sicuramente costi fissi quali il materiale, la produzione, passaggi e consegne, sviluppi fisici, apparecchiature ma il costo di una prestazione non è vincolato e giustificato solamente da questi importi bensì al valore intrinseco della prestazione svolta dal medico. Il medico consiglia, chiarisce, include e segue il paziente prima, durante e dopo. Lo mette nelle condizioni di poter usufruire del miglior servizio, fatto di competenza e padronanza di conoscenze e strumenti. Questo fa la differenza, questo crea valore e va diffuso tramite l’informazione mirata.

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