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Le tecnologie digitali 3D in odontoiatria

Le tecnologie digitali 3D in odontoiatria: dalla diagnosi al trattamento multidisciplinare

L’obiettivo dell’incontro è far conoscere le reali potenzialità degli strumenti “DIGITALI” che la tecnologia mette a disposizione.
“Il VERO valore delle tecnologie risiede nelle CONOSCENZE finalizzate alle concrete capacità di potersene avvalere e il loro costo è inversamente proporzionale a tali conoscenze. Oggi i software 3D sul mercato in grado di supportarci hanno costi ridicoli; l’investimento in assoluto più significativo è rappresentato dalla CURVA DI APPRENDIMENTO, che riveste perciò un’importanza fondamentale.”
I temi che verranno affrontati:
– Breve cenno storico
– L’apprendimento delle conoscenze radiologiche (DIAGNOSI E PIANIFICAZIONE 3D)
– La digitalizzazione dei processi produttivi (WORKFLOW DIGITALE)
– Come progettare una riabilitazione protesica impianto supportata
– La realtà aumentata per simulare virtualmente le fasi operatorie e i risultati finali
– Problemi delle guide chirurgiche e come evitarli
– Casi clinici

Il Sig. Enrique Candel, laureato in Meccanica Industriale e Direttore dello sviluppo della ricerca del software di pianificazione protesica e chirurgica “Limaguide”, sarà presente al corso e darà informazioni sulle funzioni del software. Sarà possibile installare “Limaguide” in versione gratuita sul pc personale.

Il corso sarà tenuto dal Dr. Angelo Della Bona, che svolge la sua attività di libero professionista a Brescia e Cremona (www.dentalmedical-db.it)

Il seminario si svolgerà a Foggia il 20 Marzo 2020 dalle ore 14:30 alle 18:00 presso l’aula Magna della Clinica Odontoiatrica Universitaria di Foggia.

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Digitale in Odontoiatria
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Quando si parla di digitale in odontoiatria in realtà non si sta affrontando un tema del tutto nuovo, già a metà degli anni ottanta erano state introdotte nella pratica odontoiatrica queste tecnologie, ma nell’ultimo decennio il loro impiego è aumentato esponenzialmente.

Le moderne tecniche hanno modificato il flusso e la sequenza di lavoro per lo svolgimento della prestazione odontoiatrica modificando la suddivisione dei compiti e di conseguenza la produttività del gruppo di lavoro.

Il tempo è denaro! In questo caso possiamo realmente affermare che il digitale abbia stravolto il ciclo di lavoro con grandi benefici a livello di tempistiche e di predicibilità.

Prima dell’avvento della tecnologia in campo odontoiatrico la sequenza di lavoro era scandita da passaggi imprescindibili dettati dalle metodologie tradizionali. Per chi li utilizza sono ancora all’ordine del giorno: la scelta dei supporti fisici, dei materiali per l’impronta, l’invio al laboratorio, la realizzazione fisica, l’attesa mentre i tecnici materializzano e re-inviano il tutto al medico, la verifica del lavoro in prova e finito (In taluni casi sono doverose modifiche e si rende necessario ripetere l’operazione dell’impronta). Tutto ciò comporta tempi e costi che vanno dagli spostamenti, alle molteplici sedute per il paziente, e ancora attese mentre l’odontotecnico modifica o riprende da capo il lavoro.

Quanto vale il Benessere? E Come si ottimizza il lavoro dell’operatore? Quali sono i vantaggi di cui beneficiare nella propria attività lavorativa?

L’impronta digitale rivoluziona ruoli, tempi, costi.

Il passaggio dalla tecnica convenzionale allo scanning intraorale ha modificato  l’esperienza dell’impronta tradizionale.

Lo scannig intraorale prevede che l’impronta realizzata sia totalmente digitale e che venga elaborata direttamente da un software che gestisce sia la parte relativa alla scansione orale sia la successiva fase di perfezionamento. Il tutto si svolge assieme al paziente, che prende coscienza dello stato della propria bocca e ciò di cui necessita grazie allo schermo che mostra in tempo reale cosa sta facendo il dentista. Grande professionalità e tecnologia da parte del medico, possibilità di monitorare a video per il paziente, un canale diretto e comprensibile che non ha bisogno di spiegazioni. Una volta terminata questa fase si procede alla stampa 3D, con margini di errore davvero limitati rispetto al metodo tradizionale.

La procedura si fa molto più confortevole e snella: per il paziente che non deve più subire  il disagio dell’impronta con materiali vari (tra conati e, non di rado, senso di soffocamento), per l’eliminazione di materiali di consumo come gesso, alginati, siliconi (impatto zero anche dal punto di vista ambientale), per l’assenza di errori considerata la possibilità di gestire il file digitale, per le tempistiche accorciate vista l’eliminazione delle procedure intermedie di fabbricazione del modello in gesso (inoltre i dati acquisiti tramite scanner sono utilizzabili dallo studio per progettare la protesi con la tecnologia CAD/CAM).

Che valore ha il tempo del paziente?

La domanda è retorica. Naturalmente le tempistiche contribuiscono a determinare il gradimento del paziente che risulterà tanto più soddisfatto quante meno sedute dovrà affrontare. Alla perdita di tempo ne corrisponde una in termini economici: permessi al lavoro, km che separano dallo studio dentistico (nel caso in cui non si trovi nelle vicinanze), mezzi di trasporto, parcheggi, la baby sitter per i bambini a casa da soli, e tutte le altre attività quotidiane che bisogna posticipare o anticipare per far posto all’appuntamento dal dentista.

E il medico?

Per quanto riguarda il medico la filiera si accorcia e i tempi si riducono drasticamente.

La parcella: quella che prima sembrava poter essere motivata dalla presenza di una filiera più lunga (più passaggi col laboratorio, sedute più frequenti), oggi si giustifica con  la prestazione stessa che ha previsto a monte un investimento “importante” per garantire efficienza, comfort e tempistiche ridotte e dall’altro la curva di apprendimento del professionista che ha bisogno di imparare, perfezionare e padroneggiare la tecnica digitale.

Il cambiamento

Per concludere, il percorso di avvicinamento a questa realtà non deve essere repentino e forzato, il professionista deve aver ben chiaro come sia l’andamento del proprio studio, quali siano le prestazioni maggiormente richieste e sulla base delle esigenze del paziente può investire sulle attrezzature e sui software tecnologici più congeniali alla propria attività. L’ammortamento sarà tanto più veloce quanto la prestazione espletata dalla tecnologia digitale prescelta sarà proposta in modo esaustivo al paziente .

L’innovazione o la gestisci o la subisci, di certo non la puoi fermare o ignorare. Questo ci insegna la storia. Il paziente ha inoltre modo di verificare le informazioni che il proprio medico gli fornisce; è fondamentale che quest’ultime siano conformi all’evoluzione dello stato dell’arte e non siano limitate alle tecniche in uso dal dentista stesso. Oggi il paziente è molto informato anche se la quantità di informazioni paradossalmente può generare lo stesso effetto della mancanza di informazioni. Anche per questo il medico, oggi più che mai, riveste un ruolo essenziale per il paziente, a condizione che gli fornisca informazioni oggettive e supportate sempre dall’evidenza scientifica. 

Così facendo Il paziente diverrà la miglior cassa di risonanza per fare pubblicità allo studio, abbattendo le titubanze legate al “valore della prestazione”.

La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando necessario
Albert Einstein

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L’alfabetizzazione sanitaria in odontoiatria
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L’alfabetizzazione sanitaria in odontoiatria.
Il paziente partecipa in modo attivo alle scelte riguardanti la propria salute.

Alfabetizzazione sanitaria è la traduzione del termine inglese “Health Literacy” e indica la capacità di ottenere e comprendere informazioni sanitarie di base per poter effettuare scelte consapevoli.
Il termine ha una valenza ormai assodata, introdotto prima negli Stati Uniti e successivamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che lo ha inserito nel Glossario della promozione della Salute.

A livello globale è emerso che la qualità della vita risulta migliore nelle aree in cui è presente l’alfabetizzione sanitaria, viceversa sono in aumento la mortalità e gli esiti clinici negativi nelle zone in cui l’alfabetizzazione è a livelli scarsi o insufficienti. In Italia non si hanno numeri statistici certi circa l’affezione a questo tipo di curiosità e cultura personale, ma è emersa la difficoltà nel comprendere il linguaggio medico di base.

E’ vero che l’utente si trova bombardato da infinite informazioni sul medesimo argomento (non solo tv e giornali ma soprattutto il web) e tante volte si sceglie di semplificare la ricerca poiché la comunicazione istituzionale risulta incomprensibile. Quello che fa la differenza è lo spirito critico ma soprattutto la ricerca delle fonti, degli editori e dei siti web più credibili e quotati, che si impegnano a trattare i temi di interesse in maniera seria, afferrabile e decifrabile.

L’alfabetizzazione sanitaria allunga la prospettiva di vita, migliora lo stato di salute e riduce le malattie croniche, migliora la consapevolezza, ha portato ad una minor ospedalizzazione, ad un maggiore acquisto di prodotti legati alla salute della persona, e migliora la coscienza circa il proprio stato di salute.
D’altro canto il sovraccarico di informazioni, più o meno qualificate, può portare a
non ritenere importante il parere medico, all’aumento dell’autodiagnosi, e a convinzioni errate.

L’odontoiatra in questi anni deve fare i conti con pazienti che esprimono obiezioni sul piano clinico o terapeutico dopo aver consultato il web o altre fonti; il professionista dovrà gestire le varie casistiche con empatia, calandosi nella posizione del paziente senza alzare barriere comunicative, chiarendo con competenza e padronanza dell’argomento tutte le “rischiose generalizzazioni o distorsioni” facendo attenzione a non manifestare il diniego circa le considerazioni del paziente.

Uno dei compiti dell’odontoiatra nel panorama attuale è anche quello di saper comunicare. L’esperto deve confrontarsi con un paziente sempre più consapevole divulgando tramite tutti i mezzi a disposizione (dal carteceo cioè brochure, carte servizi e quant’altro al web tramite siti di settore, social ecc..) le proprie competenze e notizie riguardanti la salute. Lo scopo non è quello di combattere il famigerato “Dott. Google” ma vigilare e istruire questo canale di informazione con contenuti adeguati che inducano i pazienti a rivolgersi ai dottori, i quali somministreranno le cure più adeguate.

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“No!E’ troppo caro!”
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Un’inquietudine condivisa sia dal paziente che dall’Odontoiatra: la paura per il preventivo.

Potremmo dire che in realtà il timore dell’uno si riversa sull’altro. Se un professionista ha letteralmente paura di sottoporre il proprio preventivo al paziente (la titubanza più frequente è quella di presentare parcelle troppo dispendiose) sbaglierà sicuramente i modi e le forme poichè una spesa onesta e giustificata non potrà non essere presa in considerazione se a monte sono state avallate le esigenze del paziente stesso.

Quest’ultimo si presenta allo studio con determinate aspettative e con degli obiettivi da raggiungere. Chi si accomoda sulla poltrona dello studio Odontoiatrico sa già come ne vuole uscire, chiunque richieda una prestazione ha ben chiaro cosa desideri per sé. Il paziente immagina la resa finale e in base a variabili del caso (quali ad esempio tempi di esecuzione e disponibilità economica) decide su proposta del professionista se compiere la terapia attraverso una riabilitazione completa e definitiva o procedere per step. Quello di cui non è a conoscenza probabilmente sono gli aspetti tecnicistici della terapia, gli eventuali limiti fisiologici relativi al proprio caso clinico.

Il bravo Odontoiatra saprà garantire, tramite la persona della propria equipe delegata alla stesura preventivi, una stima che rispecchi e abbracci in toto le reali esigenze del paziente, siano esse legate alla richiesta più scontata cioè la cura della patologia, al fattore estetico e funzione, fino agli imprescindibili limiti dettati dalla spesa economica (assolutamente vincolante ai fini dell’accettazione del preventivo).

La figura che si occupa di interfacciarsi col paziente per discutere assieme l’entità della spesa finale non è di poco conto, permette di scindere la professione medica del Dottore, rispetto al contesto meramente economico/contabile e ha modo negli incontri preliminari di intercettare le necessità del paziente integrandole ad un’analisi approssimativa (ma pur sempre fondata) riguardo lo status della persona che si trova di fronte, un momento necessario nel quale si cerca di inquadrare l’individuo in modo da poter imboccare la via più corretta per spiegare, motivare e proporre il preventivo.

Una volta compresa l’urgenza, l’occorrenza, la proiezione al futuro del paziente e la sua “disponibilità economica” si procede a sottoporre le papabili vie di cura con le relative tempistiche tenendo sempre presente che le prestazioni mediche fornite sono finalizzate a ripristinare il benessere dell’intero organismo e non si limitano al trattamento dei denti. Il ripristino della funzione e dell’estetica sono la parte finale e più “visibile” di una terapia molto più articolata e complessa, frutto di accertamenti clinici attenti e meticolosi atti a valutare ogni aspetto della salute nel suo insieme. Solo grazie ad una diagnosi attenta e completa da parte del dentista è possibile eseguire una terapia personalizzata perchè ogni persona è unica e come tale va curata e accontentata.

Se vogliamo parlare del modus operandi, il professionista dovrebbe preferire un approccio modulare (varie tappe) piuttosto che complessivo (tutto e subito). Negli ultimi anni il rapporto medico-paziente è cambiato, una volta la parola del medico era incontrovertibile e il paziente si affidava, o doveva affidarsi ciecamente alle mani del proprio Dentista di fiducia. Nel panorama attuale, in cui l’infomazione e la concorrenza hanno alterato i parametri di scelta, l’Odontoiatra lungimirante deve trovare il modo di spiegare, convincere e operare in tutta onestà e trasparenza. Ogni paziente è unico e come tale ha bisogno di essere trattato, il medico deve ragionare in maniera mirata, motivare una linea piuttosto che un’altra, garantire il risultato abbracciando le esigenze del paziente facendole poi coincidere con le disponibilità economiche.

A proposito della gestione finanze, si è portati a pensare che il primo e unico parametro preso in considerazione dal paziente sia l’importo della parcella. In realtà è corretto solo in parte. Naturalmente la pubblicità che si staglia sulle vetrine delle catene low-cost che promettono prestazioni a basso costo attira, ma allo stesso tempo come si può promettere una terapia, e una prestazione, senza una corretta diagnosi? Senza aver visto in che condizioni cliniche versa il paziente? Senza conoscerne esattamente le sue aspettative? In assenza di questi elementi essenziali diventa pressochè impossibile proporre soluzioni mirate, efficaci, in grado di soddisfare a pieno le aspettative del Paziente.

L’odontoiatra deve essere consapevole del fatto che la differenza non la fa il preventivo ma l’ascolto del paziente che porta ad intercettare la “cura” migliore e più adatta in base alle aspettative e alle possibilità. Non è detto che un paziente non accetti un preventivo “importante”, magari dilazionato nel tempo, in virtù della resa finale predicibile, piuttosto di un preventivo “sotto costo”che di fatto non può garantire un risultato accettabile nel tempo.

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Ricapitoliamo ed Iniziamo…Odontoiatria & Dintorni nel 2019!
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Ricapitoliamo ed Iniziamo…Odontoiatria & Dintorni nel 2019!

Gli ultimi sei mesi dell’anno 2018, che ci siamo appena lasciati alle spalle, sono stati all’insegna delle riforme e delle normative, leggi e decreti che hanno investito con le loro linee guida anche il settore Odontoiatrico.
Dopo numerose rettifiche, modifiche e aggiustamenti, molte sono le norme che a partire da Gennaio 2019 entreranno in vigore e comporteranno decisivi cambiamenti strutturali e organizzativi nel comparto del dentale (studi odontoiatrici e laboratori odontotecnici).
In questo articolo elencheremo le principali novità in fase di attuazione.

Fatturazione elettronica
Ricapitolando quanto detto finora, e ripartendo da dove ci eravamo lasciati, (considerando i numerosi articoli che precedono questo e che hanno ad oggetto le varie evoluzioni del caso) possiamo affermare che è stato trovato un punto d’incontro tra Agenzia delle Entrate e Garante per la Privacy.
Sono esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica coloro i quali siano già tenuti ad inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS), si continuerà ad emettere il formato analogico per tutte le fatture che presentano questa caratteristica e il dentista sarà esentato dall’invio al Sistema di Interscambio della versione in formato XML.
Ma per tutte le altre forme e tipologie, come ad esempio quelle di collaborazione, sarà necessario produrre la fattura in formato elettronico e rispettare la procedura digitale.
Rimane un alone di mistero poiché la disciplina non è stata ancora chiara riguardo i professionisti come gli odontotecnici o gli igienisti dentali che emettono fatture direttamente al paziente ma non hanno obbligo di invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (benché dati sanitari), loro come dovranno comportarsi?
Per l’Agenzia delle Entrate dovrebbero emettere fatturazione elettronica mentre secondo il Garante della Privacy le fatture che contengono dati sanitari non possono essere inviate al sistema di interscambio. Si aspettano specifiche a riguardo. Il consiglio di un sindacato è quello di emettere fattura nel formato “analogico” ed eventualmente adeguarsi, in caso di indicazioni in tal senso, emettendo successivamente fatturazione elettronica dato che la normativa consente un periodo transitorio prima che scattino le sanzioni.
Non ci sono dubbi invece per le fatture ricevute dai fornitori. Fatta eccezione per chi rientra nel regime forfettario e flat tax (letteralmente: tassa piatta, calcolata come percentuale costante, è un sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa, al netto di eventuali deduzione fiscale o detrazione), tutti gli altri devono archiviarle secondo le modalità previste dalla norma sulla fatturazione elettronica.

Tassa sulle società odontoiatriche
La norma del 2017 prevede che entro Settembre 2019 per ogni euro che uno studio odontoiatrico organizzato come società di capitale ha fatturato nel 2018, si dovrà versare nelle casse ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) (quota B) lo 0,5%.

Smaltimento amalgama
La Comunità Europea mette la parola fine alla storica diatriba sull’uso dell’amalgama dentale (il materiale composito a matrice metallica usato in odontoiatria conservativa per otturazioni e ricostruzioni dirette) e del suo smaltimento. L’articolo 10 pone paletti precisi ai dentisti indicando quando è possibile usarla e in che forma (comma 1 e 2) e impone la presenza del separatore dell’amalgama in modo che non si disperda l’inquinate nell’ambiente (comma 4).

Dal primo gennaio 2019 gli studi dovranno essere dotati di separatore di amalgama, almeno sul riunito in cui rimuovono le otturazioni in amalgama.

Pubblicità sanitaria
Con il 2019 sarà vietata la pubblicità commerciale in ambito sanitario.
La proposta di legge depositata alla Camera dall’onorevole Rossana Boldi, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, è diventata norma con l’approvazione di due commi (525 e 536) contenuti nella Legge di Bilancio approvata in via definitiva. Prevedono il “divieto assoluto di messaggi di natura promozionale o suggestionale nelle informative sanitarie nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona ed al suo diritto ad una corretta informazione sanitaria”. Sarà consentita la pubblicità informativa prevista dalla Legge Bersani e le sue modificazioni. Permangono tuttavia perplessità legate alla libera interpretazione di un contenuto che può essere più o meno “a carattere promozionale”, sarebbero d’aiuto delle linee guida da parte della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) che indicassero quali informazioni si possono veicolare e quali no, considerato che è proprio l’Ordine a vigilare e sanzionare le eventuali defezioni.

Assistente Studio Odontoiatrico (ASO) e Collaboratore Studio Odontoiatrico (CSO)
La figura dell’assistente di Studio Odontoiatrico (ASO): i suoi compiti vanno dall’accoglienza al paziente all’assistenza alla poltrona, divieto di intervenire direttamente sul paziente, anche se in presenza del dentista. Non è una nuova professione sanitaria, ma un operatore di “interesse sanitario” la cui competenza e formazione, secondo la legge 43/2006, è delle Regioni e non è riconducibile alle professioni sanitarie laureate classiche che la stessa norma descrive. Per lavorare dovrà essere in possesso dell’attestato conseguito dopo la frequenza di uno specifico corso di formazione. La dead-line è il 21 aprile 2021, quando all’interno dello studio odontoiatrico potrà essere inquadrato con questa figura professionale solo personale provvisto di attestato o con un percorso lavorativo che permetta il riconoscimento della qualifica.
La figura del Collaboratore di Studio Odontoiatrico (CSO): nuova figura definita sotto la responsabilità e le direttive del medico odontoiatra, svolge funzioni di supporto alle sue attività. “Un profilo che si affianca e non si sovrappone a quello dell’Aso, che nel nuovo assetto di regole rappresenta una figura maggiormente qualificata”. Mancano linee guida ben definite che descrivano nel dettaglio le attività svolte da questa figura ma arriveranno presto le specifiche.

Per tutti gli aggiornamenti, le evoluzioni normative e le novità rimanete connessi con Linea Implantare Matrix, seguiteci sul canale social Facebook (potete attivare le notifiche!) e sul nostro sito internet dove, nella sezione news, troverete un interessante archivio con lo storico di tutti gli articoli finora pubblicati.

Il Duemiladiciannove sarà all’insegna dell’informazione e della condivisione, stay tuned. Informati, con Matrix!

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L’odontoiatra è un medico o un venditore di denti?
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Com’è cambiato il contesto in cui opera l’odontoiatra?
L’odontoiatra è un medico o un venditore di denti? Qual è il beneficio per il paziente?

Questi quesiti aprono il vaso di Pandora nel campo del Dentale, un quantitativo ingente di riflessioni inserite nel contesto in cui opera il nostro Professionista.

Il panorama è del tutto cambiato, il dentista si trova a vivere la cosiddetta “sindrome del cassetto vuoto” e subisce la presenza e la diffusione incalzante delle catene “low cost”. Sembra che l’ultima soluzione da adottare, considerata la “crisi” che ha svuotato l’agenda, sia quella della svendita, dei saldi nel campo odontoiatrico! Come se il valore della prestazione si eclissasse a cospetto del prezzo vantaggioso.

Le cosiddette catene operano su economie di scala e sulla comunicazione di marketing (con focus sulle terapie più costose come l’ortodonzia e la protesi, soprattutto su impianti), tutto ciò ha favorito la domanda ma in primo luogo ha creato nuovi modelli di riferimento sul mercato. La comunicazione della quale si avvalgono le catene, e gli ingenti budget destinati a questa diffusione di informazioni, hanno influito notevolmente sul mercato, perchè da un lato hanno fatto conoscere maggiormente l’implantologia e dall’altro hanno destabilizzato le politiche sul prezzo del sistema odontoiatrico tradizionale. Considerati i prezzi stracciati, è andato perso a livello collettivo “il valore” delle terapie

Per l’appunto, la tendenza da parte del paziente medio italiano, non è quella di abbandonare lo studio tradizionale ma di affidarsi sempre più alla catena per gli interventi costosi (protesi e ortodonzia). Da statistiche -dati altro consumo 2016- la spesa media di un paziente dal dentista tradizionale è circa di 370€ mentre si aggira sui 900€ quando decide di rivolgersi ad una catena.

Ma non ci si deve insospettire al cospetto della parola marketing, non vuol dire altro che “creare e dare valore al servizio”, il marketing non è prettamente vendita. Le persone non comprano prodotti ma soluzioni ai loro problemi ed è per questo che il marketing etico utilizza la comunicazione per esprimere valori, diffondere la cultura della salute e far emergere la consapevolezza del bisogno di cure stimolando l’economia dello studio dentistico. Lo studio perciò deve avvalersi di una sana comunicazione e un buon dialogo col paziente ovvero di trasparenza; il paziente apprezza chi lo segue nel percorso di cure, chi motiva la prestazione illustrando la qualità del servizio stesso. Il servizio dato dal medico al paziente non si basa solo sul “prodotto dente” ma prima di tutto sulla capacità di fare diagnosi. Non si può svilire e parlare di prezzo del prodotto (dente) quando la parcella del medico si basa prima di tutto e sopratutto sulla prestazione del servizio.

In definitiva, le persone non comprano quello che fai ma perchè lo fai.
Dare un prezzo predefinito, ad una diagnosi, ad una cura, , ad un piano riabilitativo è assolutamente incompatibile con il servizio stesso. Esistono sicuramente costi fissi quali il materiale, la produzione, passaggi e consegne, sviluppi fisici, apparecchiature ma il costo di una prestazione non è vincolato e giustificato solamente da questi importi bensì al valore intrinseco della prestazione svolta dal medico. Il medico consiglia, chiarisce, include e segue il paziente prima, durante e dopo. Lo mette nelle condizioni di poter usufruire del miglior servizio, fatto di competenza e padronanza di conoscenze e strumenti. Questo fa la differenza, questo crea valore e va diffuso tramite l’informazione mirata.

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“DIAMO I NUMERI”: CURE ODONTOIATRICHE, ABITUDINI E STATISTICHE
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Partiamo da una serie di domande aperte per sviscerare strada facendo tutti i dati che riguardano l’affezione degli italiani alle cure dentistiche.
Qual è il rapporto con i dentisti? Qual è la frequenza con la quale l’italiano richiede e prenota una visita e quali sono i motivi principali che spingono a farlo?

In nostro aiuto accorrono le statistiche che dipingono un quadro lampante e veritiero dal quale emergono considerazioni e riflessioni. In particolare, i dati raccolti, fotografano l’evoluzione avuta in una decina d’anni 2005-2015 da parte del settore e dei soggetti in causa.
I dati parlano chiaro: in Italia si va poco dal dentista (sul piatto della bilancia ci sono svariati fattori quali: crisi economica, mancata relazione medico-paziente, studi che non sono all’avanguardia…), gli italiani trascurano l’igiene orale e i problemi che insorgono a bocca e denti (ci si rivolge allo specialista solo quando il disagio ha superato i livelli di guardia).

Ecco una carrellata di percentuali:
38% degli italiani va dal dentista 1 volta all’anno
85 % ha rinunciato per motivi economici alle cure
29,2%, la percentuale di persone che ha dilazionato le visite in un arco temporale più lungo, da 1 a 3 anni
33% degli italiani lava i denti una volta al giorno
25% si dedica all’ igiene orale solo quando ha tempo o si ricorda di farlo
3 su 10 persone over 40 con tutti i denti naturali (nei restanti casi 1 su 4 ha perso 8 denti)
27% non interviene per ripristinare i denti mancanti

Disuguaglianze sociali:
50% il ricorso al dentista tra le persone con titolo di studio alto nel corso dell’anno
27,6% tra chi ha conseguito al massimo la licenza media
17,9% le persone anziane senza alcun dente naturale tra coloro che hanno almeno la laurea
41,6% le persone anziane senza alcun dente naturale tra quanti hanno un basso titolo di studio
16,1% visite per la prevenzione nel Meridione
30,7% visite per la prevenzione al Nord
12,1% percentuale di persone mai state dal dentista nel Meridione
6,2% percentuale di persone mai state dal dentista al Nord

Dove:
La stragrande maggioranza degli italiani (il 90%) si affida agli studi tradizionali, per il rapporto di fiducia costruito nel corso degli anni. Il restante 10% si suddivide equamente tra le catene odontoiatriche low-cost e le strutture pubbliche (ospedali e cliniche convenzionate), principalmente per motivi economici.

I dati non vanno però interpretati in una logica pessimistica, in fondo più che di crisi del settore si potrebbe parlare di ristagno, considerato che sono semplicemente cambiate le abitudini degli italiani a causa della situazione recessiva ormai di natura strutturale e in parte a causa dell’evoluzione demografica che ha subito il Paese. La popolazione è cresciuta del 4% negli stessi anni presi in considerazione dalle statistiche, il numero dei pazienti è perciò invariato e si aggira attorno ai 23 milioni di cittadini. Casomai, un dato da tenere ben presente, è che nello stesso lasso di tempo sono aumentati i dentisti e gli studi odontoiatrici del 13 % (da 53000 a 60000 e da 35000 a 40000), con segno negativo dei dati che il riguardano il numero di pazienti pro-capite. E ultimo ma non ultimo la “cultura della prevenzione” è venuta sempre più a scemare.

A proposito di interpretazioni non pessimistiche: il mercato vale 1,2 miliardi ed è cresciuto del 4,1% negli ultimi anni, grazie a una ritrovata fiducia nel settore, a investimenti in nuove apparecchiature, ad agevolazioni fiscali e allo sviluppo di nuovi modelli di business. La maniera per uscire dal ristagno c’è ed è seguire l’evoluzione del settore e incoraggiare al benessere e alla qualità della vita attraverso il dialogo medico-paziente, trasparenza, facilitazioni economiche (e non solo) che rendano abbordabili gli interventi e ancor prima le sedute di diagnosi e prevenzione.

Uno dei limiti maggiori in Italia è costituito dalla difficoltà ad approcciarsi alle più moderne tecnologie digitali. Un dato su tutti: le protesi si realizzano digitalmente, ma l’impronta viene presa ancora in modo analogico. Il 30% dei dentisti si sente a disagio con le tecnologie digitali e solo 1 studio su 4 possiede uno scanner intraorale digitale.
Questi dati confermano nuovamente quanto detto nei redazionali precedenti (che potrete consultare in ogni momento nella sezione “News” del nostro sito web) e che continueremo a valorizzare anche nelle prossime uscite: il futuro è nelle Vostre mani, si chiama innovazione, e con esso opportunità finanziarie per sgravi alla Vostra attività e di conseguenza ai Vostri pazienti.
Se siete interessati potete contattare Bioservice/LineaImplantareMatrix per avere delucidazioni a riguardo, consulenze private nelle quali -studiato il caso specifico- si può delineare una linea economico-comunicativa per sconfiggere le reticenze alle spese per la cura del sorriso e del cavo orale dettate dalla crisi che attanaglia l’italiano medio.

Dati spalmati dal 2003 al 2015
Istat. Statistica in breve. Il ricorso alle cure odontoiatriche e la salute dei denti in Italia. Istat 2005; Istat: 2008; Istat 2013. Ordine dei medici; Dentisti Italiani Andi.

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Trauma dentale da stress sportivo
Formazione Bioservice Matrix

Trauma dentale da stress sportivo
Problema, Causa e Soluzione

Verranno inquadrate le discipline sportive facendo emergere le problematiche dell’atleta di alto livello.
Tramite i casi clinici si studierà l’applicazione di questi concetti al paziente
di tutti i giorni (ortodontici, implantoprotesici, disfunzionali).

In particolare, verranno affrontati i seguenti argomenti:
_Concetti e definizione di usura e di traumatologia dentale
_Dispositivi di protezione individuale (D.P.I.)
_Registrazione del rapporto occlusale in funzione dell’ATM
_Concetti di anatomia, posturologia e sincromiografia

Relatore:

– Dr. Alberto Fauccilibero professionista e titolare del DENTAL TRAUMA CENTER di Savona

Il corso si terrà a Genova il giorno 30 Maggio 2018 presso il Palazzo Ducale (Le cisterne del Ducale).

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L’odontoiatra ad un bivio tra Passato e Futuro
Formazione Bioservice Matrix

L’odontoiatra ad un bivio tra Passato e Futuro
Dall’analogico al digitale…Dal digitale al 4.0

Il mondo del dentale è travolto da una serie di cambiamenti epocali.
Il passaggio “dall’odontoiatria analogica all’odontoiatria digitale” è una fase di sviluppo travolgente. La ripresa economica generale, anche seppur molto debole, sta imprimendo un’accelerazione a tutti i processi produttivi.
Questo incontro vuole essere l’occasione per presentare prodotti,
servizi e strategie affinché si possano cogliere le enormi
opportunità che questi cambiamenti stanno generando.
La maggior parte degli studi e dei laboratori si lasciano “sedurre” da aziende
che spesso riescono a vender loro prodotti obsoleti. Nel settore digitale, tali
prodotti invecchiano in maniera talmente veloce che molte volte si fatica ad
ammortizzarne i costi.
L’obiettivo del corso è fornire le informazioni per rendere realmente remunerative le opportunità che attraverso questi strumenti si riescono a cogliere.

Interverrà:

Dr. Tommaso BocchettiLibero professionista e professore a contratto alla specializzazione di Chirurgia Odontostomatologica presso l’Università Federico II di Napoli

L’incontro si terrà a Napoli il giorno 25 Maggio 2018 presso l’Hotel Millennium.

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La bocca, i denti e tutto il resto del paziente
Formazione Bioservice Matrix

La bocca, i denti e tutto il resto del paziente
Tutto quello che può causare la “Vendita di un Dente

Verranno analizzate le problematiche quotidiane della clinica odontoiatrica da una prospettiva differente, per capire come si possano risolvere e prevenire situazioni scomode da affrontare.
Prenderemo in esame la differenza tra una riabilitazione non idonea ed una manovra terapeutica corretta, ma eseguita nel momento sbagliato.

In medicina , per molto tempo, i vari apparati sono stati analizzati , studiati e trattati, in maniera “riduzionistica”. Ma questi tipi di sistemi non dovrebbero essere trattati come se non cooperassero al funzionamento dell’organismo. Delimitare i confini di un singolo apparato è pressoché impossibile.

Relatrice:

– Dr.ssa Enrica Poggiolibero professionista –

Il corso si terrà a Genova il giorno 21 Marzo 2018 presso il Palazzo Ducale (Sala del Munizioniere).

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