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Digitale in Odontoiatria
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Quando si parla di digitale in odontoiatria in realtà non si sta affrontando un tema del tutto nuovo, già a metà degli anni ottanta erano state introdotte nella pratica odontoiatrica queste tecnologie, ma nell’ultimo decennio il loro impiego è aumentato esponenzialmente.

Le moderne tecniche hanno modificato il flusso e la sequenza di lavoro per lo svolgimento della prestazione odontoiatrica modificando la suddivisione dei compiti e di conseguenza la produttività del gruppo di lavoro.

Il tempo è denaro! In questo caso possiamo realmente affermare che il digitale abbia stravolto il ciclo di lavoro con grandi benefici a livello di tempistiche e di predicibilità.

Prima dell’avvento della tecnologia in campo odontoiatrico la sequenza di lavoro era scandita da passaggi imprescindibili dettati dalle metodologie tradizionali. Per chi li utilizza sono ancora all’ordine del giorno: la scelta dei supporti fisici, dei materiali per l’impronta, l’invio al laboratorio, la realizzazione fisica, l’attesa mentre i tecnici materializzano e re-inviano il tutto al medico, la verifica del lavoro in prova e finito (In taluni casi sono doverose modifiche e si rende necessario ripetere l’operazione dell’impronta). Tutto ciò comporta tempi e costi che vanno dagli spostamenti, alle molteplici sedute per il paziente, e ancora attese mentre l’odontotecnico modifica o riprende da capo il lavoro.

Quanto vale il Benessere? E Come si ottimizza il lavoro dell’operatore? Quali sono i vantaggi di cui beneficiare nella propria attività lavorativa?

L’impronta digitale rivoluziona ruoli, tempi, costi.

Il passaggio dalla tecnica convenzionale allo scanning intraorale ha modificato  l’esperienza dell’impronta tradizionale.

Lo scannig intraorale prevede che l’impronta realizzata sia totalmente digitale e che venga elaborata direttamente da un software che gestisce sia la parte relativa alla scansione orale sia la successiva fase di perfezionamento. Il tutto si svolge assieme al paziente, che prende coscienza dello stato della propria bocca e ciò di cui necessita grazie allo schermo che mostra in tempo reale cosa sta facendo il dentista. Grande professionalità e tecnologia da parte del medico, possibilità di monitorare a video per il paziente, un canale diretto e comprensibile che non ha bisogno di spiegazioni. Una volta terminata questa fase si procede alla stampa 3D, con margini di errore davvero limitati rispetto al metodo tradizionale.

La procedura si fa molto più confortevole e snella: per il paziente che non deve più subire  il disagio dell’impronta con materiali vari (tra conati e, non di rado, senso di soffocamento), per l’eliminazione di materiali di consumo come gesso, alginati, siliconi (impatto zero anche dal punto di vista ambientale), per l’assenza di errori considerata la possibilità di gestire il file digitale, per le tempistiche accorciate vista l’eliminazione delle procedure intermedie di fabbricazione del modello in gesso (inoltre i dati acquisiti tramite scanner sono utilizzabili dallo studio per progettare la protesi con la tecnologia CAD/CAM).

Che valore ha il tempo del paziente?

La domanda è retorica. Naturalmente le tempistiche contribuiscono a determinare il gradimento del paziente che risulterà tanto più soddisfatto quante meno sedute dovrà affrontare. Alla perdita di tempo ne corrisponde una in termini economici: permessi al lavoro, km che separano dallo studio dentistico (nel caso in cui non si trovi nelle vicinanze), mezzi di trasporto, parcheggi, la baby sitter per i bambini a casa da soli, e tutte le altre attività quotidiane che bisogna posticipare o anticipare per far posto all’appuntamento dal dentista.

E il medico?

Per quanto riguarda il medico la filiera si accorcia e i tempi si riducono drasticamente.

La parcella: quella che prima sembrava poter essere motivata dalla presenza di una filiera più lunga (più passaggi col laboratorio, sedute più frequenti), oggi si giustifica con  la prestazione stessa che ha previsto a monte un investimento “importante” per garantire efficienza, comfort e tempistiche ridotte e dall’altro la curva di apprendimento del professionista che ha bisogno di imparare, perfezionare e padroneggiare la tecnica digitale.

Il cambiamento

Per concludere, il percorso di avvicinamento a questa realtà non deve essere repentino e forzato, il professionista deve aver ben chiaro come sia l’andamento del proprio studio, quali siano le prestazioni maggiormente richieste e sulla base delle esigenze del paziente può investire sulle attrezzature e sui software tecnologici più congeniali alla propria attività. L’ammortamento sarà tanto più veloce quanto la prestazione espletata dalla tecnologia digitale prescelta sarà proposta in modo esaustivo al paziente .

L’innovazione o la gestisci o la subisci, di certo non la puoi fermare o ignorare. Questo ci insegna la storia. Il paziente ha inoltre modo di verificare le informazioni che il proprio medico gli fornisce; è fondamentale che quest’ultime siano conformi all’evoluzione dello stato dell’arte e non siano limitate alle tecniche in uso dal dentista stesso. Oggi il paziente è molto informato anche se la quantità di informazioni paradossalmente può generare lo stesso effetto della mancanza di informazioni. Anche per questo il medico, oggi più che mai, riveste un ruolo essenziale per il paziente, a condizione che gli fornisca informazioni oggettive e supportate sempre dall’evidenza scientifica. 

Così facendo Il paziente diverrà la miglior cassa di risonanza per fare pubblicità allo studio, abbattendo le titubanze legate al “valore della prestazione”.

La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando necessario
Albert Einstein

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CHIRURGIA GUIDATA
Formazione Bioservice Matrix Chirurgia guidata

CHIRURGIA GUIDATA
Le balle che vi raccontano e le verità che vi nascondono.

Il comparto Odontoiatrico è da sempre terra di conquista da parte di soggetti, che pur di accaparrarsi la vendita, spesso tendono a dare informazioni incomplete o peggio, fuorvianti, prospettando soluzioni miracolose.
Da sempre BioService è in prima linea cercando di dare indicazioni semplici, chiare ed univoche, fornendo ai propri clienti strumenti adeguati, affiche questi possano decidere in assoluta autonomia, consci dell’importanza di avere al loro fianco un partner credibile ed affidabile.

_PROTOCOLLI CLINICI FAST IMPLANT GUIDE 3D
(Tradizionale, Scansione intraorale, Doppia scansione)
Casi clinici
_RADIOLOGICA
Costruzione della dima radiologica nei vari casi di edentulia
_SOFTWARE FAST IMPLANT GUIDE 3D
Pianificazione e Certificazione,
Importazioni STL,
Allineamenti,
Registrazione Universal Stent,
Concetti protesici,
Casi Clinici

Interverranno:

– Dr. Massimo Gamberoni – key account manager presso Media Lab S.p.A. 

– Dr. Tommaso Bocchetti – libero professionista

Il congresso si svolgerà a Napoli il 9 Maggio 2019 presso l’Hotel Gold Millennium .

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Ignorare, subire o gestire? Come rispondere alla rivoluzione digitale.
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Ignorare, subire o gestire? Come rispondere alla rivoluzione digitale

L’inserto “Salute” del Corriere della Sera dedica un’intera pagina al digitale in chirurgia orale centrando l’attenzione su parole come velocità, sicurezza, predicibilità.

Gli interventi che compaiono nello Speciale Salute dedicato al dentale sono di illustri Odontoiatri che delucidano le tecnologie applicate alla loro Professione e a quella dei loro collaboratori e colleghi. Ecco alcuni punti forti della nuova frontiera odontoiatrica messi in luce nella rubrica dedicata:

  • – il numero degli appuntamenti che via via si riduce con relativo aumento del comfort per il paziente (risparmio in termini di tempo e denaro)
  • – la possibilità di velocizzare le operazioni che prima richiedevano maggior numero di  sedute; ciò costituisce un beneficio anche per il dentista il quale, attraverso l’utilizzo delle tecnologie, può pianificare, operare in maniera rapida, accurata, precisa e con ridotti margini di rischio d’errore
  • – una chirurgia e terapia in totale sicurezza con l’ausilio di mascherine chirurgiche personalizzate, disegnate al computer e stampate in 3D
  • – la riduzione del disagio per il paziente
  • – l’evidenza scientifica nel digitale cioè la validità comprovata da parte della Società Scientifica Internazionale che consente l’uso di queste apparecchiature (scanners, cone beam computed tomography, fresatori e stampanti 3D)

Questo inserto dà l’idea di come, ad esempio, la chirurgia implantare guidata sia di grande aiuto al fine di allineare il “Mestiere” alla computerizzazione generalizzata della quasi totalità dei lavori esistenti con benefici evidenti su svariati fronti.

Digitalizzazione: perché no?
Riprendendo da dove ci eravamo lasciati – e come avvalorato dagli interventi dei Professionisti riportati sul quotidiano – le tecnologie digitali hanno modificato e modificheranno sempre più la pratica clinica Odontoiatrica sia dal punto di vista diagnostico (indagini strumentali quali TAC Cone Beam, risonanza magnetica nucleare, ultrasonografia) sia nell’approccio operativo (tecnologie CAD-CAM, scanner intraorali e da laboratorio, stampanti 3D).
La digitalizzazione dello studio è un processo inevitabile, nonostante ciò la crescita non sembra presentare dati rilevanti a supporto del cambiamento (ad esempio lo scanner intraorale per rilevare le impronte è presente in meno del 5% degli Studi Odontoiatrici).
Come già avevamo accennato qualche tempo fa, il problema relativo “all’attecchimento” di questa importante e fruttuosa innovazione potrebbe essere l’investimento iniziale e la ritrosia cronica al cambiamento da parte del comparto medico in questione. E’ evidente come il digitale sia presente ed applicabile in ogni attività Odontoiatrica, in particolare nella diagnostica radiologica, tant’è che la progettazione digitale di manufatti protesici è prerogativa degli Odontotecnici da anni, e molti di loro sono molto più evoluti dei Dentisti in questo settore. Il possesso di queste competenze all’avanguardia porterebbe indiscussi vantaggi soprattutto alle nuove generazioni di Dentisti e Odontotecnici che fanno fatica ad emergere nel mare della concorrenza, ma le risorse appaiono loro insufficienti a fronte dell’investimento iniziale. Ma se si pensa che, in una sola giornata di lavoro, un professionista formato riesce a realizzare interventi e manufatti che prima richiedevano svariate sedute, è evidente come ammortizzare un’iniziale spesa che appariva proibitiva. Abbattimento di tempi, costi, scarti ma soprattutto Pazienti soddisfatti, paganti, fidelizzati che ritornano, parlano orgogliosamente del proprio Dentista e allargano la cerchia mediante passaparola o condivisioni di vario genere (es: social network).

Come cambia lo scenario sociale dentro e fuori lo studio dentistico?
Cosa comportano queste “pratiche evolute” per quanto concerne l’armonia all’interno del team dello studio odontoiatrico? E il Paziente, al di fuori, che benefici trae?

L’approccio digitale ha decisamente migliorato la comunicazione nell’équipe odontoiatrica tra i vari specialisti ed i laboratori odontotecnici: l’acquisizione di dati multipli (CBCT, scansioni intra- ed extra-orali, pianificazione virtuale estetica ed implantare) ha favorito la compenetrazione delle esecuzioni, integrandole al fine di ottimizzare il processo diagnostico e monitorare nel tempo le modificazioni dei tessuti orali e dei restauri.

L’introduzione dei sistemi digitali ha permesso di migliorare anche il rapporto con i Pazienti che beneficiano di maggior comfort considerata l’eliminazione dei materiali da impronta e la vantaggiosa gestione del tempo; è possibile verificare in tempo reale la correttezza delle impronte, immagazzinare i dati non avendo più necessità di produrre modelli fisici ed effettuare controlli digitali tridimensionali.
La possibilità di commentare a video la pianificazione estetica virtuale del “sorriso” assieme ai pazienti stessi, è certamente un apporto motivazionale e comunicativo da non sottovalutare. Sentendosi così coinvolti, i Pazienti accettano di buon grado i trattamenti limitando le incomprensioni (che riguardano il trattamento terapeutico ed economico).

Le metodiche digitali sono alla portata di tutti?
Richiedono prolungate curve di apprendimento nel tempo o sono di facile acquisizione?
A rigore di logica è giusto riportare anche qualche aspetto che induce diffidenza nell’approccio al “nuovo”: nell’immaginario comune si parla di curve di apprendimento piuttosto complesse e investimenti significativi che presentano costi elevati. Nonostante esista un fondo di verità riguardo l’onerosità della formazione e della strumentazione, le apparecchiature di pianificazione virtuale (chirurgica ed estetica) presentano interfacce e modalità di utilizzo molto intuitive. E’ necessario, come per tutte le cose, fare pratica per ottimizzare il loro uso, ridurre progressivamente i tempi ed esaltarne le prestazioni. Sono alla portata di tutti ma richiedono una curva di apprendimento variabile in base all’esperienza dell’operatore e al numero di casi trattati. L’Odontoiatra Digitale è una nuova figura di professionista che ha competenze specifiche sul campo, una qualifica che richiede formazione continua. Il digitale sarà il modo abituale di lavorare perchè la filiera dentale va in questa direzione.

Chi non vuole affrontare il cambiamento ha come unica scelta quella di chiudersi al futuro e purtroppo constatare il declino della propria occupazione. Per chi ha davanti a sè ancora qualche anno di attività può essere comprensibile e condivisibile la refrattarietà (sia per curva di apprendimento che per costi), ma per chi ha davanti a sé un’intera carriera costituisce un danneggiamento deliberato al proprio futuro (già oltremodo incerto) rimanere aggrappati alla vecchia metodologia analogica.

BioService e Matrix da tempo sostengono e incentivano il cambiamento abbracciando le richieste dei Dentisti con le ultime novità del settore proponendo nella loro offerta consulenza e componentistica per l’odontoiatria digitale.

Visitate il sito o contattateci nel caso foste interessati: Bioservice, Oltre l’Implantologia!

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LE “E-FATTURE”: dal cartaceo al digitale
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10La Legge di Bilancio 2018 ha  introdotto l’obbligo diffuso della fatturazione elettronica sia nelle relazioni commerciali tra soggetti passivi Iva privati (aziende e professionisti con P.Iva) sia verso i consumatori finali. Quindi questa Legge ha introdotto un’importante novità anche per gli studi medici, odontoiatrici e tutti i professionisti sanitari: la fatturazione elettronica per tutte le operazioni effettuate siano esse in entrata e in uscita, come prestazioni eseguite sui pazienti o acquisti di forniture.

Cos’è e come funziona la fatturazione elettronica?
La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che permette di abbandonare per sempre la vecchia modalità che comportava l’uso di carta, costi di stampa e spedizione e oneri per la conservazione. La fatturazione elettronica cambia radicalmente il modo in cui si compilano, inviano, ricevono e conservano le fatture.
Il formato, denominato FatturaPA, è il tracciato con cui le fatture elettroniche devono essere prodotte. Si tratta di un flusso di dati strutturati in formato digitale con gli stessi contenuti informativi di una fattura cartacea, ma scritto in linguaggio XML.Per molti anni la fattura è stata compilata in vari modi: carta e penna, macchine da scrivere, mediante editor testuali o fogli di calcolo (come word o excel), usando software di fatturazione e gestionali più o meno avanzati. Una volta compilata dal fornitore, la fattura veniva spedita al cliente via posta o e-mail e il destinatario (il cliente) aveva l’obbligo di conservare in formato cartaceo il documento ricevuto per almeno 10 anni (le fatture scaricate tramite e-mail andavano stampate).
Oggi la fatturazione elettronica definisce un percorso unico standardizzato grazie al Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate: la fattura elettronica viene compilata tramite un software di fatturazione elettronica, viene firmata digitalmente (tramite firma elettronica qualificata),chi emette la fattura dovrà poi inviarla al destinatario tramite il Sistema di Interscambio che, per legge, è il punto di passaggio obbligato per tutte le fatture elettroniche emesse verso la Pubblica Amministrazione e verso i privati, dopo i controlli tecnici automatici, il Sistema di Interscambio provvede a recapitare il documento alla Pubblica Amministrazione o al soggetto privato a cui è indirizzato.
Il Sistema di Interscambio funge quindi da crocevia tra gli interessati e ha il compito di verificare che il formato del documento ricevuto sia corretto e che i dati inseriti siano completi.

Compilazione della fattura elettronica
Il modo più semplice per compilare una fattura elettronica è farlo tramite un software di fatturazione o gestionale. La procedura per fatturare è sempre la medesima: si redige la fattura e poi, anziché stamparla o salvarla in PDF per inviarla via e-mail, si genera il file fattura nel formato XML FatturaPA.
Esiste una fattura elettronica B2B (tra soggetti privati con Partita IVA), una fattura alla Pubblica Amministrazione e una verso consumatori (B2C).
Per sapere a chi recapitare la fattura elettronica il Sistema di Interscambio usa diversi metodi a seconda del tipo di destinatario: ad es. gli uffici della Pubblica Amministrazione sono identificati da un Codice Univoco Ufficio di 6 caratteri che va inserito obbligatoriamente in fattura; per i consumatori al momento ancora si stanno definendo le linee guida definitive, per i destinatari B2B (imprese, professionisti, ecc…) le strade di invio sono due cioè la PEC (il file XML contiene l’indirizzo PEC del cliente al quale SdI inoltrerà la fattura) o Codice destinatario SdI (quando il cliente possiede un codice di accreditamento SdI, andrà usato questo codice per inviargli la fattura).

Firma elettronica qualificata e invio tramite il Sistema d’Interscambio
Una volta prodotta la fattura elettronica (un file XML) sarà necessario firmarla digitalmente tramite firma elettronica qualificata e poi inviarla tramite il Sistema d’Interscambio al destinatario.
La scelta più semplice è affidare tutto a un gestionale di fatturazione semplificando l’invio al Sistema e la gestione delle risposte e l’interpretazione di eventuali messaggi di errore. Il servizio si occuperà di: applicare la firma digitale (elettronica qualificata) con riferimento temporale su ogni fattura, inviare la fattura al Sistema di Interscambio, tracciando l’intero percorso di validazione e accettazione (o scarto) del documento, e segnalando con tempestività eventuali problemi o anomalie, inviare in conservazione sostitutiva il documento elettronico per 10 anni.

Ricezione e registrazione della fattura
Il SdI è una specie di “postino”, il Sistema farà pervenire la fattura una volta che avrà verificato i requisiti tecnici. Non resterà che importare la fattura elettronica nel software per registrarla.

Conservazione
Il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate provvederà alla conservazione sia fiscale che ai fini civilistici o per qualsiasi altra esigenza di natura giuridica per 10 anni.
I vantaggi pratici della conservazione sostitutiva sono lampanti: eliminazione dei costi diretti (toner, carta, luoghi di conservazione); eliminazione del rischio di distruzione, corruzione o perdita; abbattimento dei tempi per ricerca e consultazione.

Tutta la filiera dell’invio fatture può svolgersi anche con software indipendenti.
Ad Assosoftware, che rappresenta e tutela gli interessi di oltre il 90% delle aziende dell’Information Technology che realizzano software applicativo-gestionale per imprese, intermediari e PA, è stato contestato che alcune aziende associate avessero veicolato informazioni errate con l’intenzione di dissuadere i commercialisti dall’uso di software indipendenti.Questo tema è stato oggetto della contestazione e materia per la lettera all’Autorità per la Concorrenza. In particolare, è stato evidenziato che il tracciato XML della fattura elettronica è un formato universale: lo stesso, anche quando prodotto da software diversi, rispetto ai gestionali in uso, deve rispondere ad un unico modello regolato dalla Legge italiana. Perciò se il tracciato corrisponde a normativa nessun file prodotto potrà essere errato o difforme.

L’Associazione nazionale Carabinieri (Anc) ha segnalato all’Autorità Garante della Privacy il rischio che i dati sensibili contenuti nelle fatture possano essere intercettati da terzi e utilizzati per conoscere le scelte degli operatori economici e profilarne le caratteristiche, con la richiesta di una norma apposita che proibisca la cessione e l’uso dei suddetti dati.

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ODONTOTECNICO: UN LAVORO IN VIA D’ESTINZIONE?
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La tecnologia permette di realizzare lavori che si avvicinino alla perfezione e la manodopera va scomparendo. Si prevede che in un futuro prossimo l’automazione sarà così elevata da modificare sostanzialmente buona parte di molte professioni. L’introduzione delle tecnologie digitali è stato il principale motore dell’attuale rivoluzione.

L’ultimo rapporto del McKinsey Global Institute “A Future That Works: Automation, Employment, and Productivity”, conferma questa tendenza: quasi la metà (il 49%) dei lavori svolti oggi nel mondo da persone fisiche potranno essere automatizzati. Anche in Italia, dove il tasso di sostituzione si aggirerebbe tra il 49% e il 51%. Significa che più della metà dei lavoratori italiani, circa 11 milioni di persone, potrebbero essere sostituiti da una macchina.
Il World Economic Forum parla di una perdita di 7,1 milioni di posti di lavoro entro il 2020, compensata da un guadagno di due milioni di posti di lavoro. Quindi, il saldo negativo è di cinque milioni di posti in meno nel mondo entro i prossimi tre anni.

I lavori artigianali saranno quelli più interessati e che risentiranno maggiormente di questo orientamento, seguiti da lavori allo sportello come il cassiere di banca (eclissato dall’home e dal mobile banking) o l’assicuratore (adombrato dalle assicurazioni on-line), ma anche mestieri di sala operatoria e nei servizi pubblici. La cassa automatica sostituisce il cassiere, il bancomat il bancario allo sportello, Amazon e Ali Baba (solo per citare i maggiori colossi) eclissano commessi e agenti di commercio, Booking gli addetti degli hotel e delle agenzie di viaggio, l’email il postino, i robot gli operai, app e siti web i telefonisti dei call center, nei fast food si ordina e si paga tramite schermo touch screen, per comprare un abito basta cliccare la vetrina virtuale sullo schermo del computer e aspettare comodamente a casa la consegna. Esistono molti altri esempi di come l’informatica e le sue applicazioni abbiano cambiato le abitudini di vita e disparati ambiti professionali.

Ma noi siamo qui per parlare di un altro mestiere che inevitabilmente sta vedendo vacillare la propria stabilità: l’odontotecnico. La professione di Odontotecnico è sempre stata di basilare importanza all’interno della “filiera del dente”, tanto da poterla definire insostituibile e necessaria, figura centrale dell’Odontoiatria Protesica. Pensare che questa professione e la relativa fabbricazione di protesi siano estranee a questa tendenza incalzante che mira all’automazione completa dei processi di produzione non è per nulla realistico. D’altro canto, è giusto ricordare che tutte le conoscenze, i materiali e le tecniche in possesso e in uso attualmente nei laboratori odontotecnici sono state a loro volta concepite e sperimentate in un’ottica di evoluzione, come è logico che sia verranno soppiantate e archiviate per lasciare spazio alle novità, in un inesorabile ciclo di vita che viaggia sulla linea del tempo e richiede disponibilità al cambiamento e all’apprendimento.

Quella dell’Odontotecnico rischia di non essere più la figura centrale della fabbricazione protesica? Chi si è salvato dall’avanzare incessante delle nuove tecnologie che sostituiscono la mano dell’uomo con il “braccio robotico” o i macchinari altamente performanti?
Ci si domanda in definitiva quanto sia pronto l’Odontotecnico ad incassare questa svolta epocale, quanto sia aperto nei confronti dei nuovi mercati.
La categoria si è divisa a metà tra chi ha investito ed ha voluto sperimentare il futuro attraverso il 3D e chi, spaventato da costi, curva di apprendimento e scetticismo nei confronti del percorso evolutivo del mestiere, è rimasto fedele alle tradizionali tecnologie sempre avute in possesso (delegando il delegabile).
Sicuramente coloro siano riusciti a salire sul “carro delle tecnologie”, abbiano investito nel futuro, dato vita a collaborazioni con colleghi e reti d’impresa per lavorare in sinergia, scelto percorsi evolutivi per il proprio laboratorio in un’ottica imprenditoriale lungimirante e avveniristica, stanno ora galleggiando ed emergendo.
In primis bisognerebbe saper cogliere l’avanzare delle conoscenze e aver padronanza di queste nuove basilari competenze (il laboratorio si evolve e con esso la figura del professionista), saper sfruttare il momento per fare scelte ed investimenti, strategie di comunicazione e di vendita, proporre e adattarsi alle mutate esigenze del mercato con lavorazioni ad “elevato valore aggiunto”. Ad esempio c’è chi ha puntato su dispositivi medici su misura per la prevenzione dei traumi (es. paradenti professionali per atleti, calciatori, pallanuotisti), c’è chi ha cavalcato il mercato dell’Odontoiatria estetica o dell’ortodonzia. Aumentare il fatturato senza essere nuovamente soffocati da quella che si continua a definire crisi ma che in realtà potrebbe somigliare di più ad una reticenza al “nuovo panorama” e alle “nuove” richieste.

Mettendo da parte ciò che concerne l’apprendimento e la propensione al cambiamento, è giusto sottolineare che gli 800 milioni di euro di entrate che movimenta il mercato italiano del settore dentale (divisi tra studi e laboratori) hanno fatto cadere l’occhio sulla notevole presenza di aziende e centri che si occupano di stampe 3D e tecnologie CAD/CAM. Un mercato che non se la vede più solo con il laboratorio dell’odontotecnico ma con la dominante presenza dei centri di fresaggio e laser melting.
Come dichiarato dall’Unione Nazionale Industrie Dentarie Italiane, in collaborazione con Key-Stone statistiche a cui è stata commissionata l’indagine, i dati dimostrano che il 24% dei laboratori odontotecnici si affida a centri di produzione CAD/CAM, preferendo questa metodica lavorativa a quelle tradizionali proprie dell’odontotecnica.
Aumenta il numero dei laboratori che decide di affidarsi per tutto il processo di lavorazione a questi “centri del digitale”: dalla progettazione fino alla produzione dei lavori stessi.
È giusto che la figura dell’odontotecnico integri nella sua routine professionale tecniche e tecnologie CAD/CAM, in grado di facilitare il lavoro e la qualità delle esecuzioni tenuto conto che il mercato dentale sta fisiologicamente convertendo tutte le tecniche e le tecnologie, fino ad arrivare ad essere quasi del tutto digitale.
Ma le figure storiche della filiera (industrie e fornitori, studi Odontoiatrici e laboratori Odontotecnici) stanno elaborando azioni combinate strategico-imprenditoriali?
La risposta è: non ancora abbastanza.
E’ necessario nobilitare la figura dell’Odontotecnico e privilegiare la collaborazione con gli studi Odontoiatrici in grado di apprezzare la qualità dei laboratori italiani. A livello di gestione aziendale può essere di grande sostegno l’aggregazione di imprese, sia per arginare i costi sia per ottimizzazione le risorse e dominare un mercato complesso.

Le nuove tecnologie richiederanno l’inserimento di figure professionali più tecniche e qualificate per gestire i nuovi sistemi. La formazione dei professionisti sarà di basilare e imprescindibile importanza.

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L’odontoiatra ad un bivio tra Passato e Futuro
Formazione Bioservice Matrix

L’odontoiatra ad un bivio tra Passato e Futuro
Dall’analogico al digitale…Dal digitale al 4.0

Il mondo del dentale è travolto da una serie di cambiamenti epocali.
Il passaggio “dall’odontoiatria analogica all’odontoiatria digitale” è una fase di sviluppo travolgente. La ripresa economica generale, anche seppur molto debole, sta imprimendo un’accelerazione a tutti i processi produttivi.
Questo incontro vuole essere l’occasione per presentare prodotti,
servizi e strategie affinché si possano cogliere le enormi
opportunità che questi cambiamenti stanno generando.
La maggior parte degli studi e dei laboratori si lasciano “sedurre” da aziende
che spesso riescono a vender loro prodotti obsoleti. Nel settore digitale, tali
prodotti invecchiano in maniera talmente veloce che molte volte si fatica ad
ammortizzarne i costi.
L’obiettivo del corso è fornire le informazioni per rendere realmente remunerative le opportunità che attraverso questi strumenti si riescono a cogliere.

Interverrà:

Dr. Tommaso BocchettiLibero professionista e professore a contratto alla specializzazione di Chirurgia Odontostomatologica presso l’Università Federico II di Napoli

L’incontro si terrà a Napoli il giorno 25 Maggio 2018 presso l’Hotel Millennium.

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L’odontoiatra ad un bivio tra Passato e Futuro
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L’odontoiatra ad un bivio tra Passato e Futuro
Dall’analogico al digitale…Dal digitale al 4.0

Il mondo del dentale è travolto da una serie di cambiamenti
epocali. Il passaggio “dall’odontoiatria analogica all’odontoiatria
digitale” è una fase di sviluppo travolgente.
La ripresa economica generale, anche seppur molto debole, sta
imprimendo un’accelerazione a tutti i processi produttivi.
Questo incontro vuole essere l’occasione per presentare prodotti,
ser vizi e strategie affinché si possano cogliere le enormi
opportunità che questi cambiamenti stanno generando.
La maggior parte degli studi e dei laboratori si lasciano “sedurre” da aziende
che spesso riescono a vender loro prodotti obsoleti. Nel settore digitale, tali
prodotti invecchiano in maniera talmente veloce che molte volte si fatica ad
ammortizzarne i costi.
L’obiettivo del corso è fornire le informazioni per rendere realmente
remunerative le opportunità che attraverso questi strumenti si
riescono a cogliere.

Interverrà:

Enzo BortoliniAmm. Del. Bioservice S.r.l. – Linea Implantare Matrix

L’incontro si terrà a Reggio Emilia il giorno 10 Maggio 2018 presso la sede NUOVA DENT.

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