Ricapitoliamo ed Iniziamo…Odontoiatria & Dintorni nel 2019!
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Ricapitoliamo ed Iniziamo…Odontoiatria & Dintorni nel 2019!

Gli ultimi sei mesi dell’anno 2018, che ci siamo appena lasciati alle spalle, sono stati all’insegna delle riforme e delle normative, leggi e decreti che hanno investito con le loro linee guida anche il settore Odontoiatrico.
Dopo numerose rettifiche, modifiche e aggiustamenti, molte sono le norme che a partire da Gennaio 2019 entreranno in vigore e comporteranno decisivi cambiamenti strutturali e organizzativi nel comparto del dentale (studi odontoiatrici e laboratori odontotecnici).
In questo articolo elencheremo le principali novità in fase di attuazione.

Fatturazione elettronica
Ricapitolando quanto detto finora, e ripartendo da dove ci eravamo lasciati, (considerando i numerosi articoli che precedono questo e che hanno ad oggetto le varie evoluzioni del caso) possiamo affermare che è stato trovato un punto d’incontro tra Agenzia delle Entrate e Garante per la Privacy.
Sono esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica coloro i quali siano già tenuti ad inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS), si continuerà ad emettere il formato analogico per tutte le fatture che presentano questa caratteristica e il dentista sarà esentato dall’invio al Sistema di Interscambio della versione in formato XML.
Ma per tutte le altre forme e tipologie, come ad esempio quelle di collaborazione, sarà necessario produrre la fattura in formato elettronico e rispettare la procedura digitale.
Rimane un alone di mistero poiché la disciplina non è stata ancora chiara riguardo i professionisti come gli odontotecnici o gli igienisti dentali che emettono fatture direttamente al paziente ma non hanno obbligo di invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (benché dati sanitari), loro come dovranno comportarsi?
Per l’Agenzia delle Entrate dovrebbero emettere fatturazione elettronica mentre secondo il Garante della Privacy le fatture che contengono dati sanitari non possono essere inviate al sistema di interscambio. Si aspettano specifiche a riguardo. Il consiglio di un sindacato è quello di emettere fattura nel formato “analogico” ed eventualmente adeguarsi, in caso di indicazioni in tal senso, emettendo successivamente fatturazione elettronica dato che la normativa consente un periodo transitorio prima che scattino le sanzioni.
Non ci sono dubbi invece per le fatture ricevute dai fornitori. Fatta eccezione per chi rientra nel regime forfettario e flat tax (letteralmente: tassa piatta, calcolata come percentuale costante, è un sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa, al netto di eventuali deduzione fiscale o detrazione), tutti gli altri devono archiviarle secondo le modalità previste dalla norma sulla fatturazione elettronica.

Tassa sulle società odontoiatriche
La norma del 2017 prevede che entro Settembre 2019 per ogni euro che uno studio odontoiatrico organizzato come società di capitale ha fatturato nel 2018, si dovrà versare nelle casse ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) (quota B) lo 0,5%.

Smaltimento amalgama
La Comunità Europea mette la parola fine alla storica diatriba sull’uso dell’amalgama dentale (il materiale composito a matrice metallica usato in odontoiatria conservativa per otturazioni e ricostruzioni dirette) e del suo smaltimento. L’articolo 10 pone paletti precisi ai dentisti indicando quando è possibile usarla e in che forma (comma 1 e 2) e impone la presenza del separatore dell’amalgama in modo che non si disperda l’inquinate nell’ambiente (comma 4).

Dal primo gennaio 2019 gli studi dovranno essere dotati di separatore di amalgama, almeno sul riunito in cui rimuovono le otturazioni in amalgama.

Pubblicità sanitaria
Con il 2019 sarà vietata la pubblicità commerciale in ambito sanitario.
La proposta di legge depositata alla Camera dall’onorevole Rossana Boldi, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, è diventata norma con l’approvazione di due commi (525 e 536) contenuti nella Legge di Bilancio approvata in via definitiva. Prevedono il “divieto assoluto di messaggi di natura promozionale o suggestionale nelle informative sanitarie nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona ed al suo diritto ad una corretta informazione sanitaria”. Sarà consentita la pubblicità informativa prevista dalla Legge Bersani e le sue modificazioni. Permangono tuttavia perplessità legate alla libera interpretazione di un contenuto che può essere più o meno “a carattere promozionale”, sarebbero d’aiuto delle linee guida da parte della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) che indicassero quali informazioni si possono veicolare e quali no, considerato che è proprio l’Ordine a vigilare e sanzionare le eventuali defezioni.

Assistente Studio Odontoiatrico (ASO) e Collaboratore Studio Odontoiatrico (CSO)
La figura dell’assistente di Studio Odontoiatrico (ASO): i suoi compiti vanno dall’accoglienza al paziente all’assistenza alla poltrona, divieto di intervenire direttamente sul paziente, anche se in presenza del dentista. Non è una nuova professione sanitaria, ma un operatore di “interesse sanitario” la cui competenza e formazione, secondo la legge 43/2006, è delle Regioni e non è riconducibile alle professioni sanitarie laureate classiche che la stessa norma descrive. Per lavorare dovrà essere in possesso dell’attestato conseguito dopo la frequenza di uno specifico corso di formazione. La dead-line è il 21 aprile 2021, quando all’interno dello studio odontoiatrico potrà essere inquadrato con questa figura professionale solo personale provvisto di attestato o con un percorso lavorativo che permetta il riconoscimento della qualifica.
La figura del Collaboratore di Studio Odontoiatrico (CSO): nuova figura definita sotto la responsabilità e le direttive del medico odontoiatra, svolge funzioni di supporto alle sue attività. “Un profilo che si affianca e non si sovrappone a quello dell’Aso, che nel nuovo assetto di regole rappresenta una figura maggiormente qualificata”. Mancano linee guida ben definite che descrivano nel dettaglio le attività svolte da questa figura ma arriveranno presto le specifiche.

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Odontoiatria&FlatTax
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Odontoiatria&FlatTax

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto interessanti novità che riguardano le imposte sul reddito dei professionisti, integrando e variando una serie di parametri per l’accesso al regime forfettario che erano stati imposti dalla precedente Legge del 23 Dicembre 2014, n.190.

Nella fattispecie si tratta di un ampliamento del range di accesso al regime forfettario sia in termini qualitativi che quantitativi. Il nuovo regime prevede la possibilità di accesso ad una tassazione ridotta al 15% fisso (flat tax:  sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa, al netto di eventuali deduzione fiscale o detrazione) per tutti i dentisti che non superino i 65.000 € di ricavi nel 2019.

Ne beneficiano i professionisti in generale, e gli Odontoiatri nel caso specifico, che abbiano trasformato lo Studio in Srl Odontoiatrica in quanto possono godere di opportunità fiscali dalle quali rimane escluso il Dentista tradizionale.
Ciò comporta la fine degli studi associati e delle società di persone in ambito odontoiatrico ma in compenso viene magnificato il potenziale delle società di capitale.

Regime forfettario prima della Legge di Bilancio 2019 …
Come esordito prima, è stata la Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 a introdurre il regime forfettario di determinazione delle imposte sui redditi anche per i professionisti (Dentisti compresi). Nei commi dal 54 al 57 dell’art. 1 veniva stabilito che la soglia di accesso al regime forfettario, per i professionisti, fosse per ricavi (o compensi) che non superassero i 30.000 €. Anziché la tassazione ordinaria Irpef, a costoro veniva applicata una sostitutiva sul reddito del 15% fisso (flat tax)Nota bene: si parlava di ricavi e non di reddito imponibile (o utile). La percentuale dei dentisti che potevano accedere al regime forfettario prima della nuova legge era perciò decisamente bassa (uno studio dentistico incassa mediamente molto di più di 30.000 euro all’anno anche se, per via dei costi, i margini di profitto sono nettamente più bassi). Ciò ha comportato una situazione critica, nella quale parecchi Dentisti si sono ritrovati sull’orlo del fallimento per mancanza di guadagni (ma non potevano comunque accedere al regime forfettario). Alcuni hanno perciò spostato tutto il ricavo dell’esercizio su una Srl Odontoiatrica, mettendo in luce il vero compenso professionale mediante fatturazione alla stessa Srl. Legislatore e Agenzia delle Entrate hanno ricevuto una scossa importante che ha portato alla disambiguazione tra i termini e le condizioni del reddito di impresa e del reddito personale.

…dopo la Legge di Bilancio 2019
La nuova Legge, al comma 9 dell’art. 1, precisa subito che il comma 54 della legge precedente viene sostituito in questo modo:
“…i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfettario […] se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000.”
Si parla sempre di ricavi e non di reddito, ma la soglia è stata elevata da 30.000 a 65.000 € e sono svaniti i limiti economici precedenti.
Tali valori escludono ancora da tale convenienza la maggioranza dei Dentisti italiani, ma è interessante notare come siano state ridimensionate le incompatibilità societarie.

La Srl Odontoiatrica e l’accesso al regime forfettario: un nuovo rapporto dentista/imposte
La collettività dei dentisti può essere scissa in due grandi categorie:
quelli con ricavi compatibili con il regime forfettario e quelli incompatibili.
Per tutti i professionisti che hanno conseguito ricavi fino a 65.000 euro dal 2019 (ricavi fino a 100.000 euro dal 2020), i vantaggi di costituirsi in Srl Odontoiatrica non vanno ricercati nelle imposte (non riserva vantaggi fiscali così rilevanti da compensare i costi economici ed organizzativi di una società di capitali), ma nelle maggiori tutele della persona e della famiglia (rischio d’impresa, tutela patrimoniale e pianificazione successoria).
Per tutti i dentisti i cui ricavi siano superiori ai 65.000 euro il vantaggio fiscale risiede proprio nella costituzione di una Srl Odontoiatrica. La modulazione del compenso avverrà sulla base delle necessità personali e della famiglia e verrà assoggettato all’aliquota Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) del 15% fissa qualora ricada entro il limite dei 65.000 € (20% e 100.000 € dal 2020 con regime analitico), mentre la rimanente parte del reddito di impresa rimarrà all’interno della Srl odontoiatrica e sarà assoggettata all’aliquota Ires del 24% fissa (è una imposta proporzionale e personale che si ottiene tramite applicazione di un’aliquota unica, la cui entità è fissata al 24% dalla Legge di stabilità del 2016).

In generale non possono avvalersi del regime forfettario  “…gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero a società a responsabilità limitata di cui all’articolo 116 del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni.”

Quindi tra tutte le condizioni che vincolano e precludono ai Dentisti l’accesso al regime forfettario la più spinosa è senza dubbio il possesso di quote societarie superiori al 50%. Caduti quasi tutti gli altri vincoli della Legge precedente, si dovrà solo adottare la precauzione che l’Odontoiatra non controlli direttamente o indirettamente la società.

Domande più frequenti:
Se si cedono le quote in eccesso si può accedere al regime forfettario?
La risposta è sì.
Entro quando deve essere rimosso questo ostacolo per poter accedere al regime forfettario?
Per accedere al regime forfettario quest’anno è necessario avere avuto ricavi conformi l’anno scorso, ma si possono rimuovere eventuali ostacoli di accesso quest’anno stesso (Agenzia delle Entrate Circolare n. 10 del 4/4/2016).

Studi Associati, Sas, Snc e il nuovo regime forfettario
Sul piano fiscale gli Studi Associati sono arrivati al capolinea. Con la nuova legge è stato dato l’ultimo colpo di coda alla costituzione di uno studio associato portando a zero la convenienza a riguardo.
La Legge esclude la possibilità di accedere al regime forfettario per quei professionisti che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni.
Lo stesso vale per le altre società di persone, come ad esempio le Sas e le Snc odontoiatriche.

Vantaggi e svantaggi del regime  
Il vantaggio del regime forfettario è evidente a tutti: lo scambio tra un’aliquota Irpef progressiva che arriva fino al 43% di imposta sui redditi con una imposta sostitutiva fissa del 15% .

Lo svantaggio che il regime forfettario porta con sè:
non è possibile dedurre o detrarre i costi necessari a produrre il reddito.
Mentre negli altri regimi fiscali il reddito imponibile sul quale calcolare imposte e contributi si ottiene sottraendo al fatturato lordo tutti i costi sostenuti nell’esercizio dell’attività ed è possibile detrarre altre spese personali (come spese mediche), nel regime forfettario invece si applica il coefficiente di redditività agli incassi ottenuti e non è possibile dedurre o detrarre altra tipologia di spesa.

Questo coefficiente di redditività non è altro che una semplice percentuale da applicare agli incassi conseguiti per ricavare il Reddito imponibile sul quale successivamente calcolare l’imposta sostitutiva e i contributi. Il coefficiente non è uguale per tutte le tipologie di attività, ma esso cambia in base al Codice ATECO (classificazione delle attività economiche).
La norma ha previsto questo coefficiente per alleviare gli effetti negativi della mancata deduzione dei costi. Il reddito imponibile su cui applicare la flat tax nel regime forfettario infatti viene abbassato al 78% del totale dei ricavi. Dunque non è vero che il 15% si applica al totale dei ricavi quanto piuttosto ad un volume inferiore di essi, con il risultato che il 22% è tax free.
Tutto ciò senza contare che, idealmente, il ricorso alla Srl Odontoiatrica consente al Dentista di rimanere nel regime forfettario per sempre, senza curarsi dei possibili e auspicabili aumenti di fatturato nel corso degli anni.

Il tema è molto ampio ed articolato, per qualsiasi tipo di domanda o chiarimento Vi invitiamo a contattarci.
Sono graditi i feedback legati alla piattaforma social ma soprattutto Vi esortiamo a parlare  direttamente con il nostro Team per delucidazioni e consulenze tecniche.

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