Digitale in Odontoiatria
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Quando si parla di digitale in odontoiatria in realtà non si sta affrontando un tema del tutto nuovo, già a metà degli anni ottanta erano state introdotte nella pratica odontoiatrica queste tecnologie, ma nell’ultimo decennio il loro impiego è aumentato esponenzialmente.

Le moderne tecniche hanno modificato il flusso e la sequenza di lavoro per lo svolgimento della prestazione odontoiatrica modificando la suddivisione dei compiti e di conseguenza la produttività del gruppo di lavoro.

Il tempo è denaro! In questo caso possiamo realmente affermare che il digitale abbia stravolto il ciclo di lavoro con grandi benefici a livello di tempistiche e di predicibilità.

Prima dell’avvento della tecnologia in campo odontoiatrico la sequenza di lavoro era scandita da passaggi imprescindibili dettati dalle metodologie tradizionali. Per chi li utilizza sono ancora all’ordine del giorno: la scelta dei supporti fisici, dei materiali per l’impronta, l’invio al laboratorio, la realizzazione fisica, l’attesa mentre i tecnici materializzano e re-inviano il tutto al medico, la verifica del lavoro in prova e finito (In taluni casi sono doverose modifiche e si rende necessario ripetere l’operazione dell’impronta). Tutto ciò comporta tempi e costi che vanno dagli spostamenti, alle molteplici sedute per il paziente, e ancora attese mentre l’odontotecnico modifica o riprende da capo il lavoro.

Quanto vale il Benessere? E Come si ottimizza il lavoro dell’operatore? Quali sono i vantaggi di cui beneficiare nella propria attività lavorativa?

L’impronta digitale rivoluziona ruoli, tempi, costi.

Il passaggio dalla tecnica convenzionale allo scanning intraorale ha modificato  l’esperienza dell’impronta tradizionale.

Lo scannig intraorale prevede che l’impronta realizzata sia totalmente digitale e che venga elaborata direttamente da un software che gestisce sia la parte relativa alla scansione orale sia la successiva fase di perfezionamento. Il tutto si svolge assieme al paziente, che prende coscienza dello stato della propria bocca e ciò di cui necessita grazie allo schermo che mostra in tempo reale cosa sta facendo il dentista. Grande professionalità e tecnologia da parte del medico, possibilità di monitorare a video per il paziente, un canale diretto e comprensibile che non ha bisogno di spiegazioni. Una volta terminata questa fase si procede alla stampa 3D, con margini di errore davvero limitati rispetto al metodo tradizionale.

La procedura si fa molto più confortevole e snella: per il paziente che non deve più subire  il disagio dell’impronta con materiali vari (tra conati e, non di rado, senso di soffocamento), per l’eliminazione di materiali di consumo come gesso, alginati, siliconi (impatto zero anche dal punto di vista ambientale), per l’assenza di errori considerata la possibilità di gestire il file digitale, per le tempistiche accorciate vista l’eliminazione delle procedure intermedie di fabbricazione del modello in gesso (inoltre i dati acquisiti tramite scanner sono utilizzabili dallo studio per progettare la protesi con la tecnologia CAD/CAM).

Che valore ha il tempo del paziente?

La domanda è retorica. Naturalmente le tempistiche contribuiscono a determinare il gradimento del paziente che risulterà tanto più soddisfatto quante meno sedute dovrà affrontare. Alla perdita di tempo ne corrisponde una in termini economici: permessi al lavoro, km che separano dallo studio dentistico (nel caso in cui non si trovi nelle vicinanze), mezzi di trasporto, parcheggi, la baby sitter per i bambini a casa da soli, e tutte le altre attività quotidiane che bisogna posticipare o anticipare per far posto all’appuntamento dal dentista.

E il medico?

Per quanto riguarda il medico la filiera si accorcia e i tempi si riducono drasticamente.

La parcella: quella che prima sembrava poter essere motivata dalla presenza di una filiera più lunga (più passaggi col laboratorio, sedute più frequenti), oggi si giustifica con  la prestazione stessa che ha previsto a monte un investimento “importante” per garantire efficienza, comfort e tempistiche ridotte e dall’altro la curva di apprendimento del professionista che ha bisogno di imparare, perfezionare e padroneggiare la tecnica digitale.

Il cambiamento

Per concludere, il percorso di avvicinamento a questa realtà non deve essere repentino e forzato, il professionista deve aver ben chiaro come sia l’andamento del proprio studio, quali siano le prestazioni maggiormente richieste e sulla base delle esigenze del paziente può investire sulle attrezzature e sui software tecnologici più congeniali alla propria attività. L’ammortamento sarà tanto più veloce quanto la prestazione espletata dalla tecnologia digitale prescelta sarà proposta in modo esaustivo al paziente .

L’innovazione o la gestisci o la subisci, di certo non la puoi fermare o ignorare. Questo ci insegna la storia. Il paziente ha inoltre modo di verificare le informazioni che il proprio medico gli fornisce; è fondamentale che quest’ultime siano conformi all’evoluzione dello stato dell’arte e non siano limitate alle tecniche in uso dal dentista stesso. Oggi il paziente è molto informato anche se la quantità di informazioni paradossalmente può generare lo stesso effetto della mancanza di informazioni. Anche per questo il medico, oggi più che mai, riveste un ruolo essenziale per il paziente, a condizione che gli fornisca informazioni oggettive e supportate sempre dall’evidenza scientifica. 

Così facendo Il paziente diverrà la miglior cassa di risonanza per fare pubblicità allo studio, abbattendo le titubanze legate al “valore della prestazione”.

La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando necessario
Albert Einstein

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Protesi cementata e protesi avvitata su impianti: quando, come, perché
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Protesi cementata e protesi avvitata su impianti: quando, come, perché
Indicazioni e controindicazioni

Negli ultimi trent’anni è stato detto di tutto e il contrario di tutto sui vantaggi e gli svantaggi della protesi su impianti. Spesso ci sono state tecniche che hanno fatto “tendenza” ma che poi si sono dimostrate inadatte a specifiche situazioni cliniche.

Obiettivo del corsi è evidenziare vantaggi e limiti derivanti dai vari sistemi di ancoraggio delle protesi su impianti, fornendo indicazioni utili per una corretta e duratura pianificazione protesica.

Relatore:

– Dr. Paolo Brunamonti Binello – libero professionista –

-Dirigente Medico della Struttura Complessa di II Livello del Dipartimento    Odontostomatologia presso gli Ospedali Galliera di Genova
-Professore a contratto del corso di Laurea Mag. in Odontoiatria e protesi dentaria
-Professore a contratto del corso di Laurea in Igiene Dentale della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova

Il corso si terrà a Genova il giorno 23 Maggio 2019 presso il Palazzo Ducale (Sala “Le Cisterne del ducale”).

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CHIRURGIA GUIDATA
Formazione Bioservice Matrix Chirurgia guidata

CHIRURGIA GUIDATA
Le balle che vi raccontano e le verità che vi nascondono.

Il comparto Odontoiatrico è da sempre terra di conquista da parte di soggetti, che pur di accaparrarsi la vendita, spesso tendono a dare informazioni incomplete o peggio, fuorvianti, prospettando soluzioni miracolose.
Da sempre BioService è in prima linea cercando di dare indicazioni semplici, chiare ed univoche, fornendo ai propri clienti strumenti adeguati, affiche questi possano decidere in assoluta autonomia, consci dell’importanza di avere al loro fianco un partner credibile ed affidabile.

_PROTOCOLLI CLINICI FAST IMPLANT GUIDE 3D
(Tradizionale, Scansione intraorale, Doppia scansione)
Casi clinici
_RADIOLOGICA
Costruzione della dima radiologica nei vari casi di edentulia
_SOFTWARE FAST IMPLANT GUIDE 3D
Pianificazione e Certificazione,
Importazioni STL,
Allineamenti,
Registrazione Universal Stent,
Concetti protesici,
Casi Clinici

Interverranno:

– Dr. Massimo Gamberoni – key account manager presso Media Lab S.p.A. 

– Dr. Tommaso Bocchetti – libero professionista

Il congresso si svolgerà a Napoli il 9 Maggio 2019 presso l’Hotel Gold Millennium .

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Oltre l’Odontoiatria
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Quando parliamo di innovazione in ambito Odontoiatrico la nostra mente ci porta dritti a pensare al cambiamento epocale che il settore sta vivendo grazie alla digitalizzazione dei processi, dalla diagnosi alla terapia (NdR). Vi è tutta via un altro elemento altrettanto importante i cui risvolti sono forse ancora più determinati per il paziente: l’innovazione della e nella comunicazione. Un aspetto ancora poco considerato dai più, ma che di fatto sta cambiando radicalmente l’approccio, e di conseguenza la scelta, dei pazienti nei confronti dell’Odontoiatra. Oggi affrontiamo uno di questi tantissimi aspetti che si celano dietro il generico “Marketing Odontoiatrico”. Parliamo di  marketing esperenziale che sta cambiando il mondo dell’Odontoiatria generando notevoli vantaggi, anche economici, per il paziente e per lo studio.
Citiamo alcuni casi a titolo di esempio in cui gli studi Odontoiatrici hanno deciso di innovarsi  promuovendosi grazie a servizi collaterali che hanno saputo fare la differenza e dirottare pazienti verso la “loro porta”.

Primo esempio: studi Dentistici  hanno pensato di fornire servizi aggiuntivi rispetto a ciò che compete strettamente all’Odontoiatria e ha offerto prestazioni collaterali di grande utilità come test allergologici e per intolleranze alimentari, Kinesiologia e Osteopatia. Nella fattispecie queste ultime due discipline sono rivolte all’equilibrio dell’intero sistema corpo-mente. Le aree prese in esame per riequilibrare questo sistema comprendono l’apprendimento, la comprensione, il movimento, la coordinazione motoria, l’area percettivo/sensoriale e l’area organica e favoriscono bilanciamento biochimico, nutrizionale, fisico, strutturale, mentale, emotivo. Il paziente viene analizzato come un sistema integrato di apparati che sono in stretta dipendenza l’uno con l’altro. Ciò corrisponde alla medicina olistica che non separa mente e corpo nella cura. Tutte queste discipline sono molto in voga e apprezzate dai pazienti che tengono al benessere e sono attratti dalla compenetrazione delle due sfere mediche. Il risultato è stata un’affiliazione e una costanza nelle cure molto più assidua.
Secondo esempio: vengono implementati i servizi per i pazienti concentrandosi su odontoiatria estetica e cosmetica. Esiste un’intera fascia di pazienti che chiede aiuto al proprio Dentista per migliorare la propria “bellezza”.
Per odontoiatria estetica si intende lo studio e la realizzazione di restauri dentali che ripristinino o migliorino l’aspetto estetico. Mentre la cosmetica concerne quella parte di terapie che hanno come obiettivo il miglioramento dell’aspetto di uno o più elementi dentali, dei tessuti orali e periorali, sbiancamento di denti pigmentati, “piercing dentali” ecc..
Il paziente è enormemente attratto da tutto ciò che orbita attorno alla bellezza e alla cura del proprio corpo, anche quando l’intervento è un “vezzo” e non una necessità.

Terzo esempio: si contrappone ai vecchi modelli di studio asettici, che abbozzano una sala d’aspetto confortevole anche se il più delle volte ha la parvenza di un’anticamera del dolore poco luminosa, con orologi a ticchettio, e pochi contributi per lo svago della mente.
Si tratta di uno studio che ha scandito l’attività lavorativa in base alle “passioni” dei propri pazienti: il lunedì, post domenica di partite sportive, è dedicato completamente agli uomini! La sala d’aspetto è una sorta di conviviale situazione in cui giornali, riviste e discorsi vertono sulla critica della giornata di campionato precedente. Il tempo passa veloce e aspettare diventa piacevole, per scambiare l’ultima impressione su questo o quell’altro giocatore, risultato, goal, acquisto, schedina, puntata.
Un altro giorno della settimana è invece dedicato alle donne, la sala d’aspetto si riempie di voci femminili e il plus è costituito da una professionista che in loco svolge la mansione di estetista e allieta l’attesa con trucchi e smalti.
Altre fasce d’orario sono dedicate ai bambini, che si ritrovano in una sala che assume le sembianze di una camera per i giochi in cui il pensiero del dentista viene addolcito da libri, colori e tanti piccoli coetanei.
Accontentando ogni fascia d’età, seguendo le linee generali di interessi comuni, lo studio è riuscito a ricreare un ambiente gioviale in cui la socialità e la cura della mente riempiono i tempi d’attesa e le preoccupazioni.

Conclusioni: questi tre esempi di “mosse strategiche”, costano certamente allo studio una diversa e “innovativa” organizzazione, in virtù della resa finale, del  pieno appagamento del paziente e del suo prezioso tempo. Possiamo perciò affermare che variare e ampliare i propri servizi, puntando all’estetica, alla cura della mente e del corpo, seguendo le passioni dei propri Pazienti, garantisce  enorme ritorno  in termini di reputazione, affiliazione e passaparola.

Cosa ne pensate a riguardo?
Scetticismo vs curiosità…chi la spunta?

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L’alfabetizzazione sanitaria in odontoiatria
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L’alfabetizzazione sanitaria in odontoiatria.
Il paziente partecipa in modo attivo alle scelte riguardanti la propria salute.

Alfabetizzazione sanitaria è la traduzione del termine inglese “Health Literacy” e indica la capacità di ottenere e comprendere informazioni sanitarie di base per poter effettuare scelte consapevoli.
Il termine ha una valenza ormai assodata, introdotto prima negli Stati Uniti e successivamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che lo ha inserito nel Glossario della promozione della Salute.

A livello globale è emerso che la qualità della vita risulta migliore nelle aree in cui è presente l’alfabetizzione sanitaria, viceversa sono in aumento la mortalità e gli esiti clinici negativi nelle zone in cui l’alfabetizzazione è a livelli scarsi o insufficienti. In Italia non si hanno numeri statistici certi circa l’affezione a questo tipo di curiosità e cultura personale, ma è emersa la difficoltà nel comprendere il linguaggio medico di base.

E’ vero che l’utente si trova bombardato da infinite informazioni sul medesimo argomento (non solo tv e giornali ma soprattutto il web) e tante volte si sceglie di semplificare la ricerca poiché la comunicazione istituzionale risulta incomprensibile. Quello che fa la differenza è lo spirito critico ma soprattutto la ricerca delle fonti, degli editori e dei siti web più credibili e quotati, che si impegnano a trattare i temi di interesse in maniera seria, afferrabile e decifrabile.

L’alfabetizzazione sanitaria allunga la prospettiva di vita, migliora lo stato di salute e riduce le malattie croniche, migliora la consapevolezza, ha portato ad una minor ospedalizzazione, ad un maggiore acquisto di prodotti legati alla salute della persona, e migliora la coscienza circa il proprio stato di salute.
D’altro canto il sovraccarico di informazioni, più o meno qualificate, può portare a
non ritenere importante il parere medico, all’aumento dell’autodiagnosi, e a convinzioni errate.

L’odontoiatra in questi anni deve fare i conti con pazienti che esprimono obiezioni sul piano clinico o terapeutico dopo aver consultato il web o altre fonti; il professionista dovrà gestire le varie casistiche con empatia, calandosi nella posizione del paziente senza alzare barriere comunicative, chiarendo con competenza e padronanza dell’argomento tutte le “rischiose generalizzazioni o distorsioni” facendo attenzione a non manifestare il diniego circa le considerazioni del paziente.

Uno dei compiti dell’odontoiatra nel panorama attuale è anche quello di saper comunicare. L’esperto deve confrontarsi con un paziente sempre più consapevole divulgando tramite tutti i mezzi a disposizione (dal carteceo cioè brochure, carte servizi e quant’altro al web tramite siti di settore, social ecc..) le proprie competenze e notizie riguardanti la salute. Lo scopo non è quello di combattere il famigerato “Dott. Google” ma vigilare e istruire questo canale di informazione con contenuti adeguati che inducano i pazienti a rivolgersi ai dottori, i quali somministreranno le cure più adeguate.

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“No!E’ troppo caro!”
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Un’inquietudine condivisa sia dal paziente che dall’Odontoiatra: la paura per il preventivo.

Potremmo dire che in realtà il timore dell’uno si riversa sull’altro. Se un professionista ha letteralmente paura di sottoporre il proprio preventivo al paziente (la titubanza più frequente è quella di presentare parcelle troppo dispendiose) sbaglierà sicuramente i modi e le forme poichè una spesa onesta e giustificata non potrà non essere presa in considerazione se a monte sono state avallate le esigenze del paziente stesso.

Quest’ultimo si presenta allo studio con determinate aspettative e con degli obiettivi da raggiungere. Chi si accomoda sulla poltrona dello studio Odontoiatrico sa già come ne vuole uscire, chiunque richieda una prestazione ha ben chiaro cosa desideri per sé. Il paziente immagina la resa finale e in base a variabili del caso (quali ad esempio tempi di esecuzione e disponibilità economica) decide su proposta del professionista se compiere la terapia attraverso una riabilitazione completa e definitiva o procedere per step. Quello di cui non è a conoscenza probabilmente sono gli aspetti tecnicistici della terapia, gli eventuali limiti fisiologici relativi al proprio caso clinico.

Il bravo Odontoiatra saprà garantire, tramite la persona della propria equipe delegata alla stesura preventivi, una stima che rispecchi e abbracci in toto le reali esigenze del paziente, siano esse legate alla richiesta più scontata cioè la cura della patologia, al fattore estetico e funzione, fino agli imprescindibili limiti dettati dalla spesa economica (assolutamente vincolante ai fini dell’accettazione del preventivo).

La figura che si occupa di interfacciarsi col paziente per discutere assieme l’entità della spesa finale non è di poco conto, permette di scindere la professione medica del Dottore, rispetto al contesto meramente economico/contabile e ha modo negli incontri preliminari di intercettare le necessità del paziente integrandole ad un’analisi approssimativa (ma pur sempre fondata) riguardo lo status della persona che si trova di fronte, un momento necessario nel quale si cerca di inquadrare l’individuo in modo da poter imboccare la via più corretta per spiegare, motivare e proporre il preventivo.

Una volta compresa l’urgenza, l’occorrenza, la proiezione al futuro del paziente e la sua “disponibilità economica” si procede a sottoporre le papabili vie di cura con le relative tempistiche tenendo sempre presente che le prestazioni mediche fornite sono finalizzate a ripristinare il benessere dell’intero organismo e non si limitano al trattamento dei denti. Il ripristino della funzione e dell’estetica sono la parte finale e più “visibile” di una terapia molto più articolata e complessa, frutto di accertamenti clinici attenti e meticolosi atti a valutare ogni aspetto della salute nel suo insieme. Solo grazie ad una diagnosi attenta e completa da parte del dentista è possibile eseguire una terapia personalizzata perchè ogni persona è unica e come tale va curata e accontentata.

Se vogliamo parlare del modus operandi, il professionista dovrebbe preferire un approccio modulare (varie tappe) piuttosto che complessivo (tutto e subito). Negli ultimi anni il rapporto medico-paziente è cambiato, una volta la parola del medico era incontrovertibile e il paziente si affidava, o doveva affidarsi ciecamente alle mani del proprio Dentista di fiducia. Nel panorama attuale, in cui l’infomazione e la concorrenza hanno alterato i parametri di scelta, l’Odontoiatra lungimirante deve trovare il modo di spiegare, convincere e operare in tutta onestà e trasparenza. Ogni paziente è unico e come tale ha bisogno di essere trattato, il medico deve ragionare in maniera mirata, motivare una linea piuttosto che un’altra, garantire il risultato abbracciando le esigenze del paziente facendole poi coincidere con le disponibilità economiche.

A proposito della gestione finanze, si è portati a pensare che il primo e unico parametro preso in considerazione dal paziente sia l’importo della parcella. In realtà è corretto solo in parte. Naturalmente la pubblicità che si staglia sulle vetrine delle catene low-cost che promettono prestazioni a basso costo attira, ma allo stesso tempo come si può promettere una terapia, e una prestazione, senza una corretta diagnosi? Senza aver visto in che condizioni cliniche versa il paziente? Senza conoscerne esattamente le sue aspettative? In assenza di questi elementi essenziali diventa pressochè impossibile proporre soluzioni mirate, efficaci, in grado di soddisfare a pieno le aspettative del Paziente.

L’odontoiatra deve essere consapevole del fatto che la differenza non la fa il preventivo ma l’ascolto del paziente che porta ad intercettare la “cura” migliore e più adatta in base alle aspettative e alle possibilità. Non è detto che un paziente non accetti un preventivo “importante”, magari dilazionato nel tempo, in virtù della resa finale predicibile, piuttosto di un preventivo “sotto costo”che di fatto non può garantire un risultato accettabile nel tempo.

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Paziente o Cliente?
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Paziente o cliente?
…semplicemente due facce della stessa medaglia!

Analizziamo le due parole di cui si compone la dicotomia.
Paziente significa “persona affetta da una malattia, e più genericamente, chi è affidato alle cure di medico o di un chirurgo” (Treccani) mentre cliente nell’uso corrente è “chi abitualmente si avvale delle prestazioni di qualcuno o acquista quanto gli occorre dallo stesso fornitore” (Dizionario Italiano).

Alla luce delle definizioni sembra facile asserire che, essendo l’odontoiatra un medico, le persone che vi si rivolgono siano di conseguenza suoi pazienti. Ma quanto sono cambiate le richieste del paziente e lo stesso servizio fornito dal dentista?

Il dentista sa che il paziente ha richieste ben più ampie rispetto alla “semplice cura del dolore” perciò spazia dall’estetica all’ortodonzia. Il professionista decide di investire denaro e tempo con apparecchiature e curva di apprendimento per il soddisfacimento dei desideri del proprio paziente che diviene mano a mano sempre più “cliente” date le variegate richieste che esulano da patologie. Richiede un servizio, ne pondera i costi, li analizza dal punto di vista economico. Di certo la cosa migliore da fare è non catalogare o etichettare, sarà la richiesta stessa a fare dell’individuo un paziente o un cliente. Il paziente ha un doloroso problema che desidera estirpare affidandosi alle mani sapienti del proprio dottore, il cliente ha degli intenti e valuta il contraccambio economico per soddisfare esigenze o desideri.

Sembra quasi i due ruoli si scambino e si compenetrino: si alternano fasi in cui l’individuo dimostra di calcolare, di scegliere in maniera molto oculata, e questo denota tipici tratti da cliente poi subentra la fase in cui l’individuo prende contatto con il dottore e lo ascolta nella diagnosi e nella linea di cura proposta e si delinea la figura di paziente, quando poi si tratta di preventivi è naturale emerga nuovamente il tratto da acquirente. Tutto sommato non è altro che un mix di entrambe le figure che si alternano ponderando costi e benefici, quantità e qualità.

Dal punto di vista etico della professione medica è indicato attribuire all’individuo il termine di “paziente” per via della prestazione somministrata dal medico stesso al momento del bisogno. Detto ciò le nuove frontiere (richieste) in ambito dentale hanno spostato l’orizzonte della professione odontoiatrica, ampliando i margini di lavoro e di profitto per il dentista che inevitabilmente deve far uso di strategie di marketing oculate per proporre i suoi servizi mantenendo intatto il senso etico e una corretta percezione del reale stato di salute del paziente stesso.

La persona ha molteplici esigenze e il dentista può trovare il modo di soddisfarle: il paziente richiede cure, attenzioni, serietà, professionalità, continuità; il cliente chiede prezzi (controlla le tariffe e le mette a confronto) comodità (la locazione dello studio, se è più o meno facile giungervi e parcheggiare), tempistiche (numero di sedute, velocità di esecuzione), avanguardia (le ultime tecniche in uso per essere sicuri di ottenere i risultati migliori), modernità (c’è necessità di svecchiare lo studio e dare seguito alle mode del momento riguardo immagine ed estetica dentale).

Lo spettro delle relazioni si è ampliato ma i focus rimangono l’individuo e le sue necessità, siano esse da paziente o cliente.

Non mancheranno approfondimenti in cui ci addentreremo nel mondo dei servizi connessi alla cura, un mondo di desideri collaterali di cui è portatore il nostro paziente che una volta realizzati segneranno la strada per le sue scelte future e la sua fidelizzazione.

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Riabilitazione FULL ARC
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Riabilitazione FULL ARC con tecnica implantologica post-estrattiva e carico immediato su sei impianti in live surgery.

Sempre più spesso il paziente sa quanto sia importante affidarsi a professionisti in grado di risolvere definitivamente i suoi problemi. Il ripristino della funzione e dell’estetica dato dalla cura implato protesica, è solo la parte finale e più “visibile” di una terapia molto più articolata e complessa.

Obiettivo del corso è presentare in diretta con tecniche semplici e riproducibili una terapia implanto protesica avanzata.

Relatore:

– Dr. Antonio Perasolelibero professionista –

Il corso si terrà a Portici (Na) il giorno 9 Marzo 2019 presso lo Studio Dentistico del dott. Perasole.

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Ricapitoliamo ed Iniziamo…Odontoiatria & Dintorni nel 2019!
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Ricapitoliamo ed Iniziamo…Odontoiatria & Dintorni nel 2019!

Gli ultimi sei mesi dell’anno 2018, che ci siamo appena lasciati alle spalle, sono stati all’insegna delle riforme e delle normative, leggi e decreti che hanno investito con le loro linee guida anche il settore Odontoiatrico.
Dopo numerose rettifiche, modifiche e aggiustamenti, molte sono le norme che a partire da Gennaio 2019 entreranno in vigore e comporteranno decisivi cambiamenti strutturali e organizzativi nel comparto del dentale (studi odontoiatrici e laboratori odontotecnici).
In questo articolo elencheremo le principali novità in fase di attuazione.

Fatturazione elettronica
Ricapitolando quanto detto finora, e ripartendo da dove ci eravamo lasciati, (considerando i numerosi articoli che precedono questo e che hanno ad oggetto le varie evoluzioni del caso) possiamo affermare che è stato trovato un punto d’incontro tra Agenzia delle Entrate e Garante per la Privacy.
Sono esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica coloro i quali siano già tenuti ad inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS), si continuerà ad emettere il formato analogico per tutte le fatture che presentano questa caratteristica e il dentista sarà esentato dall’invio al Sistema di Interscambio della versione in formato XML.
Ma per tutte le altre forme e tipologie, come ad esempio quelle di collaborazione, sarà necessario produrre la fattura in formato elettronico e rispettare la procedura digitale.
Rimane un alone di mistero poiché la disciplina non è stata ancora chiara riguardo i professionisti come gli odontotecnici o gli igienisti dentali che emettono fatture direttamente al paziente ma non hanno obbligo di invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (benché dati sanitari), loro come dovranno comportarsi?
Per l’Agenzia delle Entrate dovrebbero emettere fatturazione elettronica mentre secondo il Garante della Privacy le fatture che contengono dati sanitari non possono essere inviate al sistema di interscambio. Si aspettano specifiche a riguardo. Il consiglio di un sindacato è quello di emettere fattura nel formato “analogico” ed eventualmente adeguarsi, in caso di indicazioni in tal senso, emettendo successivamente fatturazione elettronica dato che la normativa consente un periodo transitorio prima che scattino le sanzioni.
Non ci sono dubbi invece per le fatture ricevute dai fornitori. Fatta eccezione per chi rientra nel regime forfettario e flat tax (letteralmente: tassa piatta, calcolata come percentuale costante, è un sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa, al netto di eventuali deduzione fiscale o detrazione), tutti gli altri devono archiviarle secondo le modalità previste dalla norma sulla fatturazione elettronica.

Tassa sulle società odontoiatriche
La norma del 2017 prevede che entro Settembre 2019 per ogni euro che uno studio odontoiatrico organizzato come società di capitale ha fatturato nel 2018, si dovrà versare nelle casse ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) (quota B) lo 0,5%.

Smaltimento amalgama
La Comunità Europea mette la parola fine alla storica diatriba sull’uso dell’amalgama dentale (il materiale composito a matrice metallica usato in odontoiatria conservativa per otturazioni e ricostruzioni dirette) e del suo smaltimento. L’articolo 10 pone paletti precisi ai dentisti indicando quando è possibile usarla e in che forma (comma 1 e 2) e impone la presenza del separatore dell’amalgama in modo che non si disperda l’inquinate nell’ambiente (comma 4).

Dal primo gennaio 2019 gli studi dovranno essere dotati di separatore di amalgama, almeno sul riunito in cui rimuovono le otturazioni in amalgama.

Pubblicità sanitaria
Con il 2019 sarà vietata la pubblicità commerciale in ambito sanitario.
La proposta di legge depositata alla Camera dall’onorevole Rossana Boldi, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, è diventata norma con l’approvazione di due commi (525 e 536) contenuti nella Legge di Bilancio approvata in via definitiva. Prevedono il “divieto assoluto di messaggi di natura promozionale o suggestionale nelle informative sanitarie nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona ed al suo diritto ad una corretta informazione sanitaria”. Sarà consentita la pubblicità informativa prevista dalla Legge Bersani e le sue modificazioni. Permangono tuttavia perplessità legate alla libera interpretazione di un contenuto che può essere più o meno “a carattere promozionale”, sarebbero d’aiuto delle linee guida da parte della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) che indicassero quali informazioni si possono veicolare e quali no, considerato che è proprio l’Ordine a vigilare e sanzionare le eventuali defezioni.

Assistente Studio Odontoiatrico (ASO) e Collaboratore Studio Odontoiatrico (CSO)
La figura dell’assistente di Studio Odontoiatrico (ASO): i suoi compiti vanno dall’accoglienza al paziente all’assistenza alla poltrona, divieto di intervenire direttamente sul paziente, anche se in presenza del dentista. Non è una nuova professione sanitaria, ma un operatore di “interesse sanitario” la cui competenza e formazione, secondo la legge 43/2006, è delle Regioni e non è riconducibile alle professioni sanitarie laureate classiche che la stessa norma descrive. Per lavorare dovrà essere in possesso dell’attestato conseguito dopo la frequenza di uno specifico corso di formazione. La dead-line è il 21 aprile 2021, quando all’interno dello studio odontoiatrico potrà essere inquadrato con questa figura professionale solo personale provvisto di attestato o con un percorso lavorativo che permetta il riconoscimento della qualifica.
La figura del Collaboratore di Studio Odontoiatrico (CSO): nuova figura definita sotto la responsabilità e le direttive del medico odontoiatra, svolge funzioni di supporto alle sue attività. “Un profilo che si affianca e non si sovrappone a quello dell’Aso, che nel nuovo assetto di regole rappresenta una figura maggiormente qualificata”. Mancano linee guida ben definite che descrivano nel dettaglio le attività svolte da questa figura ma arriveranno presto le specifiche.

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Il Duemiladiciannove sarà all’insegna dell’informazione e della condivisione, stay tuned. Informati, con Matrix!

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Odontoiatria&FlatTax
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Odontoiatria&FlatTax

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto interessanti novità che riguardano le imposte sul reddito dei professionisti, integrando e variando una serie di parametri per l’accesso al regime forfettario che erano stati imposti dalla precedente Legge del 23 Dicembre 2014, n.190.

Nella fattispecie si tratta di un ampliamento del range di accesso al regime forfettario sia in termini qualitativi che quantitativi. Il nuovo regime prevede la possibilità di accesso ad una tassazione ridotta al 15% fisso (flat tax:  sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa, al netto di eventuali deduzione fiscale o detrazione) per tutti i dentisti che non superino i 65.000 € di ricavi nel 2019.

Ne beneficiano i professionisti in generale, e gli Odontoiatri nel caso specifico, che abbiano trasformato lo Studio in Srl Odontoiatrica in quanto possono godere di opportunità fiscali dalle quali rimane escluso il Dentista tradizionale.
Ciò comporta la fine degli studi associati e delle società di persone in ambito odontoiatrico ma in compenso viene magnificato il potenziale delle società di capitale.

Regime forfettario prima della Legge di Bilancio 2019 …
Come esordito prima, è stata la Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 a introdurre il regime forfettario di determinazione delle imposte sui redditi anche per i professionisti (Dentisti compresi). Nei commi dal 54 al 57 dell’art. 1 veniva stabilito che la soglia di accesso al regime forfettario, per i professionisti, fosse per ricavi (o compensi) che non superassero i 30.000 €. Anziché la tassazione ordinaria Irpef, a costoro veniva applicata una sostitutiva sul reddito del 15% fisso (flat tax)Nota bene: si parlava di ricavi e non di reddito imponibile (o utile). La percentuale dei dentisti che potevano accedere al regime forfettario prima della nuova legge era perciò decisamente bassa (uno studio dentistico incassa mediamente molto di più di 30.000 euro all’anno anche se, per via dei costi, i margini di profitto sono nettamente più bassi). Ciò ha comportato una situazione critica, nella quale parecchi Dentisti si sono ritrovati sull’orlo del fallimento per mancanza di guadagni (ma non potevano comunque accedere al regime forfettario). Alcuni hanno perciò spostato tutto il ricavo dell’esercizio su una Srl Odontoiatrica, mettendo in luce il vero compenso professionale mediante fatturazione alla stessa Srl. Legislatore e Agenzia delle Entrate hanno ricevuto una scossa importante che ha portato alla disambiguazione tra i termini e le condizioni del reddito di impresa e del reddito personale.

…dopo la Legge di Bilancio 2019
La nuova Legge, al comma 9 dell’art. 1, precisa subito che il comma 54 della legge precedente viene sostituito in questo modo:
“…i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfettario […] se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000.”
Si parla sempre di ricavi e non di reddito, ma la soglia è stata elevata da 30.000 a 65.000 € e sono svaniti i limiti economici precedenti.
Tali valori escludono ancora da tale convenienza la maggioranza dei Dentisti italiani, ma è interessante notare come siano state ridimensionate le incompatibilità societarie.

La Srl Odontoiatrica e l’accesso al regime forfettario: un nuovo rapporto dentista/imposte
La collettività dei dentisti può essere scissa in due grandi categorie:
quelli con ricavi compatibili con il regime forfettario e quelli incompatibili.
Per tutti i professionisti che hanno conseguito ricavi fino a 65.000 euro dal 2019 (ricavi fino a 100.000 euro dal 2020), i vantaggi di costituirsi in Srl Odontoiatrica non vanno ricercati nelle imposte (non riserva vantaggi fiscali così rilevanti da compensare i costi economici ed organizzativi di una società di capitali), ma nelle maggiori tutele della persona e della famiglia (rischio d’impresa, tutela patrimoniale e pianificazione successoria).
Per tutti i dentisti i cui ricavi siano superiori ai 65.000 euro il vantaggio fiscale risiede proprio nella costituzione di una Srl Odontoiatrica. La modulazione del compenso avverrà sulla base delle necessità personali e della famiglia e verrà assoggettato all’aliquota Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) del 15% fissa qualora ricada entro il limite dei 65.000 € (20% e 100.000 € dal 2020 con regime analitico), mentre la rimanente parte del reddito di impresa rimarrà all’interno della Srl odontoiatrica e sarà assoggettata all’aliquota Ires del 24% fissa (è una imposta proporzionale e personale che si ottiene tramite applicazione di un’aliquota unica, la cui entità è fissata al 24% dalla Legge di stabilità del 2016).

In generale non possono avvalersi del regime forfettario  “…gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero a società a responsabilità limitata di cui all’articolo 116 del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni.”

Quindi tra tutte le condizioni che vincolano e precludono ai Dentisti l’accesso al regime forfettario la più spinosa è senza dubbio il possesso di quote societarie superiori al 50%. Caduti quasi tutti gli altri vincoli della Legge precedente, si dovrà solo adottare la precauzione che l’Odontoiatra non controlli direttamente o indirettamente la società.

Domande più frequenti:
Se si cedono le quote in eccesso si può accedere al regime forfettario?
La risposta è sì.
Entro quando deve essere rimosso questo ostacolo per poter accedere al regime forfettario?
Per accedere al regime forfettario quest’anno è necessario avere avuto ricavi conformi l’anno scorso, ma si possono rimuovere eventuali ostacoli di accesso quest’anno stesso (Agenzia delle Entrate Circolare n. 10 del 4/4/2016).

Studi Associati, Sas, Snc e il nuovo regime forfettario
Sul piano fiscale gli Studi Associati sono arrivati al capolinea. Con la nuova legge è stato dato l’ultimo colpo di coda alla costituzione di uno studio associato portando a zero la convenienza a riguardo.
La Legge esclude la possibilità di accedere al regime forfettario per quei professionisti che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni.
Lo stesso vale per le altre società di persone, come ad esempio le Sas e le Snc odontoiatriche.

Vantaggi e svantaggi del regime  
Il vantaggio del regime forfettario è evidente a tutti: lo scambio tra un’aliquota Irpef progressiva che arriva fino al 43% di imposta sui redditi con una imposta sostitutiva fissa del 15% .

Lo svantaggio che il regime forfettario porta con sè:
non è possibile dedurre o detrarre i costi necessari a produrre il reddito.
Mentre negli altri regimi fiscali il reddito imponibile sul quale calcolare imposte e contributi si ottiene sottraendo al fatturato lordo tutti i costi sostenuti nell’esercizio dell’attività ed è possibile detrarre altre spese personali (come spese mediche), nel regime forfettario invece si applica il coefficiente di redditività agli incassi ottenuti e non è possibile dedurre o detrarre altra tipologia di spesa.

Questo coefficiente di redditività non è altro che una semplice percentuale da applicare agli incassi conseguiti per ricavare il Reddito imponibile sul quale successivamente calcolare l’imposta sostitutiva e i contributi. Il coefficiente non è uguale per tutte le tipologie di attività, ma esso cambia in base al Codice ATECO (classificazione delle attività economiche).
La norma ha previsto questo coefficiente per alleviare gli effetti negativi della mancata deduzione dei costi. Il reddito imponibile su cui applicare la flat tax nel regime forfettario infatti viene abbassato al 78% del totale dei ricavi. Dunque non è vero che il 15% si applica al totale dei ricavi quanto piuttosto ad un volume inferiore di essi, con il risultato che il 22% è tax free.
Tutto ciò senza contare che, idealmente, il ricorso alla Srl Odontoiatrica consente al Dentista di rimanere nel regime forfettario per sempre, senza curarsi dei possibili e auspicabili aumenti di fatturato nel corso degli anni.

Il tema è molto ampio ed articolato, per qualsiasi tipo di domanda o chiarimento Vi invitiamo a contattarci.
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