INFORMATI E CONSAPEVOLI nel mese dell’ EDUCAZIONE FINANZIARIA
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Il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria (cui partecipa il Ministero dell’Economia e delle Finanze) promuove la prima edizione del ”Mese dell’Educazione Finanziaria” dal 1 al 31 ottobre 2018.

Nel corso del mese  oltre 200 appuntamenti gratuiti in tutta Italia per imparare a gestire al meglio le risorse finanziarie personali e familiari e approfondire i temi del risparmio, degli investimenti, delle assicurazioni e della previdenza. Il Mese si aprirà con la World Investor Week e terminerà il 31 ottobre, giornata mondiale del risparmio. Obiettivo delle attività del Mese: far crescere l’alfabetizzazione finanziaria degli italiani.

  • Il 63% degli italiani “analfabeta” finanziario  (S&P Global FinLit Survey sulle conoscenze degli over 15 in 140 paesi)
  • Solo il 37% degli over 15 ha chiari i concetti base di inflazione, tasso di interesse e diversificazione del rischio, mentre in Canada, Germania e Stati Uniti la percentuale supera il 60% (dati riportati Annamaria Lusardi, direttore del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria)

Dopo questa doverosa premessa, doverosa in quanto si tratta della prima edizione nel nostro Paese di questo genere di Evento Nazionale che mira all’orientamento e a fornire le conoscenze base per la gestione finanziaria, desideriamo informarVi di quanto BioService e e Linea Implantare Matrix siano sensibili all’ argomento.
Promuoviamo  informazione e sensibilizzazione sui comportamenti corretti nella gestione e programmazione delle risorse finanziarie con la finalità di garantire la Crescita economica attraverso l’utilizzo appropriato di strumenti finanziari, e formule alternative all’acquisto.

Nella fattispecie stiamo lavorando per garantirVi un’informazione a 360 gradi su come affrontare la gestione finanze all ’interno del vostro studio applicando le formule più convenienti in base al tipo di investimenti di cui avreste bisogno. Non si può fare della buona finanza se non si è fatto anche della buona economia.

La locazione operativa, ad esempio, è una soluzione che consente, a fronte del pagamento di un canone fisso periodico, di avere la disponibilità di un bene strumentale all’esercizio della propria professione o attività imprenditoriale, senza acquisirne la proprietà.

Questo servizio è indicato per Chi cerca una soluzione flessibile, che permetta un continuo rinnovo tecnologico, al riparo dal rischio di obsolescenza dei beni aziendali. Si tratta di un tipo di contratto ormai molto diffuso anche in Italia specie per beni ad alta tecnologia (computer, fotocopiatrici, centralini telefonici, medicali, strumenti di misura), ma che si sta rapidamente affermando anche in altri settori.

I vantaggi della locazione:

  • Risparmio di capitale proprio: con la locazione operativa l’Azienda ottiene il bene che serve per la propria attività senza impegnare capitale e senza appesantimenti di immobilizzazioni nello stato patrimoniale.
  • Miglioramento della situazione finanziaria e Sicurezza di pianificazione grazie ai canoni costanti: la locazione operativa migliora i ratios di indebitamento in quanto non rappresenta (in caso di contabilità secondo standard italiano) un debito per l’azienda ma solo un canone in conto economico.
  • Flessibilità: la locazione operativa non ha durate minime e – a seconda della tipologia dei beni – può prevedere formule che non prevedono il completo ammortamento del bene, permettendo di utilizzare i beni solo per quanto si deprezzano nel corso del tempo del contratto. A fine locazione sono possibili più opzioni (rinnovo, restituzione, prosecuzione, acquisto del bene usato).
  • Prevedibilità e gestione del budget (vantaggi fiscali legati alla deducibilità dei canoni): la locazione operativa opera con canoni fissi dove è compresa anche l’assicurazione del bene e dove possono essere compresi anche servizi di manutenzione o altro.
  • Mantenimento della liquidità
  • Tecnologia sempre aggiornata

Per informazioni dettagliate, contattateci e seguite le pubblicazioni nelle nostre piattaforme.
Chi non si forma si ferma!
Informati e Aggiornati  con Linea Implantare Matrix e BioService.
BioService: Dispensiamo Sapere.

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Fatturazione Elettronica in Europa e nel Mondo: Paesi a confronto
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Nel 2017 la tecnologia applicata alla fatturazione ha visto visto un aumento tra il 10% e il 20%, volume globale delle fatture elettroniche di circa 36 bilioni. Con potenziale di crescita elevatissimo tanto che nel 2025 è previsto che la fattura elettronica diventerà modello dominante a livello globale. Ciò è dovuto all’inarrestabile rivoluzione del digitale e alla riduzione dei costi stimata tra l’8% e il 39% rispetto alle fatture cartacee.

In Europa
Negli ultimi anni l’Europa ha visto un notevole sviluppo della fattura elettronica, in particolare nell’ambito B2G “business to government” cioè commercio elettronico tra operatori del mercato (Business) e strutture della pubblica amministrazione (Government). Il Settore della Pubblica Amministrazione funge da vero e proprio motore del cambiamento quando è necessario incentivare il passaggio al paperless (automatizzato, senza carta). 

La Danimarca è stato il primo paese a rendere obbligatorio l’uso della fattura elettronica B2G già nel 2005. Da allora sono stati diversi i paesi che hanno seguito questo esempio, tra i quali Austria, Finlandia, Italia, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Francia. Negli ultimi anni la tendenza dilagante è quella di utilizzare la fatturazione elettronica anche nei rapporti B2B (business to business) transazioni commerciali elettroniche tra imprese.

Il problema principale è stata l’automatizzazione. Si calcola che negli ultimi anni siano sorte oltre 40 diverse legislazioni con il compito di regolare la fatturazione elettronica in Europa, un aspetto che aveva reso arduo e complicato il lavoro sinergico tra le diverse Regioni. Per risolvere il problema l’Unione Europea ha introdotto l’obbligo per tutti gli organismi pubblici degli stati membri ad adottare la fattura elettronica secondo uno standard comune europeo.

Il Portogallo ha introdotto con diversi anni di anticipo la e-fattura per tutte le transazioni, e secondo le analisi della commissione Ue è stata lo strumento più efficace per uscire dalla crisi finanziaria 2008-2012 seguita al fallimento di Lehman Brothers nel 2008.

 

Nel Mondo
La diffusione della fatturazione elettronica nel mondo è collegata alla lotta all’evasione fiscale: i paesi che introducono l’obbligo sono quelli a maggior tasso di evasione. E lo strumento sembra funzionare.

L’America Latina è la regione più avanzata.
Autentici precursori nell’utilizzo della fattura elettronica sono stati il Cile, il Messico e il Brasile.

Il sistema (che combina l’utilizzo della fatturazione elettronica ad altre forme di contabilità elettronica) consente allo Stato di conoscere in tempo reale tutte le operazioni effettuate (il controllo quindi non riguarda solo l’IVA ma l’intera amministrazione del sistema produttivo).
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche in Argentina (dal 2016, tutti i settori dell’economia hanno l’obbligo di utilizzare la fattura elettronica nelle proprie relazioni commerciali) e in Perù dove i livelli di adozione sono altissimi (l’85% di chi emette fattura elettronica ha deciso di farlo volontariamente ma il Paese ha comunque previsto l’introduzione obbligatoria di questa tecnologia per tutti i contribuenti nel 2018), la Colombia la introdurrà a partire dal 2019 (la Direzione delle Imposte e Dogane Nazionali colombiana ha avviato un processo di adozione progressiva, dal 2019 tutte le aziende colombiane dovranno utilizzare questo sistema).

In Nord America, la fatturazione elettronica viene concepita in modo diverso rispetto all’Europa e all’America Latina.
Solo il 20% emette quindi fatture elettroniche strutturate mediante EDI (scambio elettronico di dati). Una delle ragioni di questo ridotto livello di adozione è che il paese non dispone di un sistema di IVA, per questo tali documenti vengono trattati alla stregua di una qualsiasi altra transazione commerciale.
Gli Stati Uniti sentono meno l’esigenza di digitalizzazione della fattura che non è un documento necessario per liquidare l’imposta indiretta (che non è l’IVA, ma una sales tax che ha un meccanismo diverso). Nel 2018 è comunque iniziato l’obbligo per le operazioni verso l’amministrazione pubblica. L’Amministrazione Federale pensa di promuovere questa tecnologia dopo aver testato tramite un progetto i vantaggi che potrebbe apportare agli organismi pubblici e privati.

Regione Asia-Pacifico
La fattura elettronica si trova ancora in fase di sviluppo. I principali promotori del cambiamento sono attualmente il Settore Pubblico e il settore retail (vendita al dettaglio) e dei trasporti, in particolare a Singapore, Hong Kong, Taiwan e Corea del Sud.
L’elevata evasione fiscale ha portato le amministrazioni fiscali di alcuni paesi come Cina e Indonesia a esigere l’utilizzo della fatturazione elettronica.

Anche la Russia sta compiendo passi avanti nell’espansione di questa tecnologia. Curva di sviluppo in impennata, tempi brevi intercorsi tra l’introduzione e la sua capillarizzazione.

Australia e Nuova Zelanda presentano un contesto estremamente simile a quello asiatico. La trasformazione digitale è sempre più radicata nelle aziende di questi paesi, che hanno iniziato a utilizzare le transazioni elettroniche B2B (transazioni commerciali elettroniche tra imprese), in particolare nell’ambito del settore sanitario. La maggior parte delle fatture viene però scambiata in formato cartaceo o PDF tramite e-mail.

Il Sudafrica è l’unico Paese della regione a poter contare su un sistema di fatturazione elettronica sviluppato, già dal 2012. Nei restanti paesi africani, l’impiego è trascurabile, anche se alcuni di questi come il Marocco e l’area del Maghreb stanno iniziando a introdurre questo sistema.

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Data Protection: la Nuova Privacy.
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Il Decreto Legislativo 10 Agosto 101/2018 riguardante l’adeguamento del Codice della Privacy italiano a quanto disposto dal Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio 27 aprile 2016 che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 settembre 2018.
Il decreto legislativo ha introdotto disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del GDRP, il Regolamento Europeo relativo alla protezione e circolazione dei dati personali.
Il GDPR (General Data Protection Regulation) nasce da precise esigenze messe in luce dalla Commissione Europea riguardo la certezza giuridica, l’armonizzazione e la sempre maggiore semplicità delle norme riguardanti il trasferimento di dati personali dall’UE verso altre parti del mondo.

L’obiettivo del Governo italiano è stato quello di semplificare l’applicazione della norma, adeguandola al codice della Privacy già esistente.
Il quadro giuridico è attualmente composto da

  • – la disciplina del GDPR, il “nuovo” Codice Privacy
  • – gli articoli del nuovo Decreto Lgs 101/2018 che danno indicazioni su come gestire la restante disciplina

In area sanitaria la grande novità è il venir meno dell’obbligo di consenso del trattamento dati personali quando i dati sono trattati per finalità di diagnosi e cura.
Prima veniva richiesto il consenso a 360 gradi, ora il Sistema chiede di interrogarsi e capire quali sono le ragioni per cui vengono trattati i dati; si deve valutare perciò la finalità d’impiego e cioè se il fine è strettamente legato alla cura o alla promozione.
E’ un approccio decisamente meno burocratico, in quanto non si deve richiedere il consenso per il trattamento, ma più oneroso a livello di analisi poiché richiede un’ attenzione particolare ai processi di elaborazione e altrettanta scrupolosità nel seguire il fondamento impartito dalla Norma.

In sintesi le novità più rilevanti introdotte:

  • Non occorre più il consenso per il trattamento dei dati per finalità di diagnosi e cura
  • L’obbligo di informativa al Paziente continua ad essere reso in area sanitaria con modalità semplificate
  • Il Garante ha il potere di introdurre meccanismi di semplificazione per le micro, piccole e medie imprese
  • L’applicazione delle sanzioni dovrà tenere conto, per i primi otto mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto, della fase di prima applicazione delle sanzioni stesse

Riprendendo l’ultimo punto citato “le sanzioni”, il 19 Settembre è entrato in vigore il Decreto 10 Agosto 2018 sulla Privacy e ciò ha determinato l’introduzione di controlli ed eventuali penali, anche se identificare quest’ultime come conseguenza agli inadempienti non è così intuitivo.
Il caso più frequente, che possa comportare per lo studio odontoiatrico un rischio reale di sanzioni, è quello del contenzioso sollevato da pazienti insoddisfatti che inevitabilmente comporta una verifica gestionale-amministrativa in tutte le aree, compresa quella del trattamento dati.

In attesa che vengano ulteriormente chiarite, snellite e ridotte alcune modulistiche, gli adempimenti a cui non può sottrarsi lo studio odontoiatrico sono:

    • – Documento di Privacy per i pazienti da far firmare con le autorizzazioni al trattamento dei dati e autorizzazione ad eventuali comunicazioni via sms, email, web.
    • – Documento di autorizzazione al trattamento dei dati personali dei Pazienti da far firmare ai dipendenti e ai collaboratori
    • – Documento informativo per il trattamento dei dati personali da far firmare ai nostri dipendenti e collaboratori.
    •  -Contratto coi Responsabili del Trattamento Dati (Consulenti contabili e del lavoro, laboratorio odontotecnico etc).
    •  -Registro dei trattamenti

Il registro deve avere forma scritta anche in solo “formato elettronico”, così come prevede il terzo comma del medesimo art. 30 GDPR.
Deve essere costantemente aggiornato (sia quello del titolare che quello del responsabile del trattamento) e tenere traccia delle modifiche (relative a modalità, finalità, categorie di dati, categorie di interessati del trattamento).
Deve riportare sia la data della sua prima creazione sia la data dell’ultimo aggiornamento. Il registro è un importante strumento di accountability (“rendicontabilità”) perché serve a comprovare il rispetto dei principi applicati al trattamento dei dati personali. Il registro delle attività di trattamento è uno strumento utile (sia al titolare che al responsabile) per dimostrare come siano stati costantemente applicati i principi del GDPR e come si sia adempiuto agli obblighi derivanti dal trattamento dei dati personali (ciò consente di uscire “vincitori” in casi di contenzioso con Pazienti).
Mentre il DPO, acronimo di Data Protection Officer cioè “Responsabile della protezione dei dati”, non dovrebbe essere necessario per la quasi totalità degli studi odontoiatrici, infatti quasi nessuno tratta big data cioè “grandi numeri” (al contrario delle aziende ospedaliere in cui è necessario questo tipo di figura professionale)

La materia che tratta la segretezza dei dati personali, nell’epoca della rivoluzione digitale in ambito burocratico, non è di poco conto e merita attenzione costante.

Linea Implantare Matrix e BioService continuano lo studio della Norma e le evoluzioni del caso per tenervi sempre aggiornati.

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