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“DIAMO I NUMERI”: CURE ODONTOIATRICHE, ABITUDINI E STATISTICHE
Blog Bioservice Matrix

Partiamo da una serie di domande aperte per sviscerare strada facendo tutti i dati che riguardano l’affezione degli italiani alle cure dentistiche.
Qual è il rapporto con i dentisti? Qual è la frequenza con la quale l’italiano richiede e prenota una visita e quali sono i motivi principali che spingono a farlo?

In nostro aiuto accorrono le statistiche che dipingono un quadro lampante e veritiero dal quale emergono considerazioni e riflessioni. In particolare, i dati raccolti, fotografano l’evoluzione avuta in una decina d’anni 2005-2015 da parte del settore e dei soggetti in causa.
I dati parlano chiaro: in Italia si va poco dal dentista (sul piatto della bilancia ci sono svariati fattori quali: crisi economica, mancata relazione medico-paziente, studi che non sono all’avanguardia…), gli italiani trascurano l’igiene orale e i problemi che insorgono a bocca e denti (ci si rivolge allo specialista solo quando il disagio ha superato i livelli di guardia).

Ecco una carrellata di percentuali:
38% degli italiani va dal dentista 1 volta all’anno
85 % ha rinunciato per motivi economici alle cure
29,2%, la percentuale di persone che ha dilazionato le visite in un arco temporale più lungo, da 1 a 3 anni
33% degli italiani lava i denti una volta al giorno
25% si dedica all’ igiene orale solo quando ha tempo o si ricorda di farlo
3 su 10 persone over 40 con tutti i denti naturali (nei restanti casi 1 su 4 ha perso 8 denti)
27% non interviene per ripristinare i denti mancanti

Disuguaglianze sociali:
50% il ricorso al dentista tra le persone con titolo di studio alto nel corso dell’anno
27,6% tra chi ha conseguito al massimo la licenza media
17,9% le persone anziane senza alcun dente naturale tra coloro che hanno almeno la laurea
41,6% le persone anziane senza alcun dente naturale tra quanti hanno un basso titolo di studio
16,1% visite per la prevenzione nel Meridione
30,7% visite per la prevenzione al Nord
12,1% percentuale di persone mai state dal dentista nel Meridione
6,2% percentuale di persone mai state dal dentista al Nord

Dove:
La stragrande maggioranza degli italiani (il 90%) si affida agli studi tradizionali, per il rapporto di fiducia costruito nel corso degli anni. Il restante 10% si suddivide equamente tra le catene odontoiatriche low-cost e le strutture pubbliche (ospedali e cliniche convenzionate), principalmente per motivi economici.

I dati non vanno però interpretati in una logica pessimistica, in fondo più che di crisi del settore si potrebbe parlare di ristagno, considerato che sono semplicemente cambiate le abitudini degli italiani a causa della situazione recessiva ormai di natura strutturale e in parte a causa dell’evoluzione demografica che ha subito il Paese. La popolazione è cresciuta del 4% negli stessi anni presi in considerazione dalle statistiche, il numero dei pazienti è perciò invariato e si aggira attorno ai 23 milioni di cittadini. Casomai, un dato da tenere ben presente, è che nello stesso lasso di tempo sono aumentati i dentisti e gli studi odontoiatrici del 13 % (da 53000 a 60000 e da 35000 a 40000), con segno negativo dei dati che il riguardano il numero di pazienti pro-capite. E ultimo ma non ultimo la “cultura della prevenzione” è venuta sempre più a scemare.

A proposito di interpretazioni non pessimistiche: il mercato vale 1,2 miliardi ed è cresciuto del 4,1% negli ultimi anni, grazie a una ritrovata fiducia nel settore, a investimenti in nuove apparecchiature, ad agevolazioni fiscali e allo sviluppo di nuovi modelli di business. La maniera per uscire dal ristagno c’è ed è seguire l’evoluzione del settore e incoraggiare al benessere e alla qualità della vita attraverso il dialogo medico-paziente, trasparenza, facilitazioni economiche (e non solo) che rendano abbordabili gli interventi e ancor prima le sedute di diagnosi e prevenzione.

Uno dei limiti maggiori in Italia è costituito dalla difficoltà ad approcciarsi alle più moderne tecnologie digitali. Un dato su tutti: le protesi si realizzano digitalmente, ma l’impronta viene presa ancora in modo analogico. Il 30% dei dentisti si sente a disagio con le tecnologie digitali e solo 1 studio su 4 possiede uno scanner intraorale digitale.
Questi dati confermano nuovamente quanto detto nei redazionali precedenti (che potrete consultare in ogni momento nella sezione “News” del nostro sito web) e che continueremo a valorizzare anche nelle prossime uscite: il futuro è nelle Vostre mani, si chiama innovazione, e con esso opportunità finanziarie per sgravi alla Vostra attività e di conseguenza ai Vostri pazienti.
Se siete interessati potete contattare Bioservice/LineaImplantareMatrix per avere delucidazioni a riguardo, consulenze private nelle quali -studiato il caso specifico- si può delineare una linea economico-comunicativa per sconfiggere le reticenze alle spese per la cura del sorriso e del cavo orale dettate dalla crisi che attanaglia l’italiano medio.

Dati spalmati dal 2003 al 2015
Istat. Statistica in breve. Il ricorso alle cure odontoiatriche e la salute dei denti in Italia. Istat 2005; Istat: 2008; Istat 2013. Ordine dei medici; Dentisti Italiani Andi.

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